Juli Boverod dopo il ritorno a Sanremo: «Bello e strano salire di nuovo su quel palco»
Il musicista e produttore valdostano Julien Juli Boverod ha aperto, martedì sera, il 76° Festival di Sanremo sul palco con Olly riproponendo il brano vincitore dell'ultima edizione
«Bello e strano salire di nuovo su quel palco», così il produttore valdostano Julien Juli Boverod racconta il ritorno al Festival di Sanremo, intercettato in tarda serata al termine di un’intensa giornata di prove.
Martedì Juli era al Teatro Ariston insieme a Olly per aprire la nuova edizione con Balorda nostalgia, a dodici mesi dal trionfo sanremese.
Un ritorno simbolico, mentre si prepara una nuova fase live: «Siamo impegnati a testa bassa per organizzare al meglio il tour che partirà il 7 marzo: 13 date in 24 giorni».
Juli e Olly aprono il 76° Festival di Sanremo
Un Sanremo da spettatore dopo tre anni consecutivi
Per la prima volta dopo tre partecipazioni consecutive, Juli ha vissuto il Festival senza essere in gara.
«È il primo anno in cui non sono presente dopo tre edizioni di fila: nel 2023 al fianco di Olly con Polvere, nel 2024 come produttore di Apnea di Emma e Il cielo non ci vuole di Fred De Palma».
Un cambio di ritmo anche personale: «Negli ultimi tre anni ho trascorso le “vacanze di Natale” a chiudere orchestrazioni e prove. Stavolta, nel periodo di Capodanno, ho potuto passare qualche giorno con gli amici. E visto che il 2025 è andato nel migliore dei modi, è giusto non partecipare tanto per esserci».
«Un ricordo ancora difficile da metabolizzare»
Il ritorno all’Ariston ha riacceso emozioni ancora vivissime.
Olly dopo la vittoria di Sanremo (foto Rai)
«Già negli ultimi mesi, quando in tv passavano i momenti storici del Festival, era irreale vedere Fede (Federico Olivieri) con il trofeo in mano. È qualcosa a cui non mi sono ancora abituato, e forse non mi abituerò mai».
La vittoria del 75° Sanremo resta un apice assoluto: «È un ricordo ancora strano nel mio cervello. Talmente grande che a volte faccio fatica a decifrarlo. Tornare su quel palco è stato l’emblema di queste sensazioni. Ma è stato bello e giusto esserci con Fede e con la band al completo».
Oltre la vittoria: «La paura era restare legati solo a quel momento»
Un successo che ha cambiato tutto, ma che non ha ingabbiato il percorso artistico del duo.
«Ci ha inevitabilmente capovolto la vita. Però la nostra paura più grande era restare legati esclusivamente a quel momento, come è accaduto ad altri. Anche per questo temevamo la possibilità di vincere».
Il timore è stato superato dai risultati: «Non dico che la gente si sia dimenticata della vittoria, ma sono successe tantissime altre cose positive. Sono andati bene i singoli, la repack dell’album Tutta vita – arrivato a sette dischi di platino – e il tour. Era questo il nostro obiettivo».
Amici in gara e nuove produzioni in arrivo
Pur senza viverne il caos in prima persona, Juli segue con attenzione l’edizione in corso.
«Ho tanti amici in gara e la sto seguendo con affetto: in particolare Tommaso Paradiso, Enrico Nigiotti, Fulminacci e Tredici Pietro, artisti con cui ho un rapporto stretto».
Un bagaglio di esperienza che oggi può condividere: «È stato bello incontrarne alcuni prima del Festival, chiacchierare e farli sentire a loro agio».
Sul fronte discografico, negli ultimi mesi il produttore ha rallentato le uscite, firmando però a gennaio Introvabile di Bresh, brano portato dall’artista genovese sul Suzuki Stage.
«Non ci sono state altre pubblicazioni perché sto lavorando intensamente a grandi novità e sorprese. Non posso anticipare nulla, ma sono davvero molto contento».
(luca mauro melloni, inviato a Sanremo)
