Obesità, tra consapevolezza e percezione di sé: edulcoranti alleati
AskaNews
di admin Administrator  
il 02/03/2026

Obesità, tra consapevolezza e percezione di sé: edulcoranti alleati

Milano, 2 mar. (askanews) – L’obesità in Italia non è più un tabù estetico, ma una patologia riconosciuta per legge (primato mondiale). E anche gli italiani si dimostrano preparati e con le idee chiare: 3 su 4 riconoscono obesità e sovrappeso come gravi rischi per la salute e la maggioranza della popolazione è consapevole delle cause e dei principali strumenti di prevenzione. Eppure, esiste un evidente divario tra consapevolezza generale e percezione di sé di fronte alla bilancia: sebbene l’8,9% degli intervistati risulta clinicamente obeso (BMI – Indice di Massa Corporea, dall’inglese Body Mass Index), solo il 2,7% si definisce tale. A dirlo è un’indagine di AstraRicerche per il Gruppo Edulcoranti di Unione Italiana Food (condotta su un campione di oltre 1.000 connazionali di età compresa tra i 18 e i 70 anni) che, in occasione della Giornata Mondiale dell’Obesità (4 marzo), pone l’accento sull’importanza di saper riconoscere questa patologia, promuovendo un corretto stile di vita e il ruolo che gli edulcoranti possono giocare – all’interno di una dieta sana ed equilibrata – nel ridurre l’intake di zuccheri.

“L’obesità – spiega Luca Piretta, medico gastroenterologo, nutrizionista e professore di allergie e intolleranze alimentari presso l’Università Campus Bio Medico di Roma – è una patologia cronica che richiede un approccio multidimensionale. Non basta guardare a fattori metabolici, genetici e psicologici. Sono determinanti anche le scelte alimentari sane ed uno stile di vita attivo. E in questo contesto i dolcificanti possono essere un valido aiuto non solo per ridurre l’intake giornaliero di zuccheri e l’apporto calorico, ma anche per soddisfare il desiderio di dolce senza alterare i livelli di glucosio nel sangue”.

Secondo l’Italian Barometer Obesity Report 2025 negli ultimi decenni l’obesità si è trasformata da problema individuale a emergenza sanitaria globale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità la definisce una pandemia non trasmissibile, che interessa oltre 1 miliardo di persone nel mondo. Anche in Italia il trend è in costante crescita: oggi l’obesità colpisce il 12% della popolazione adulta, pari a oltre 6 milioni di individui, mentre il 47% degli adulti italiani risulta in eccesso di peso. Rispetto al 2003, il numero di persone con obesità è aumentato del 38%, con una crescita particolarmente marcata tra i giovani adulti. Malgrado ciò, lo studio AstraRicerche per il Gruppo Edulcoranti di Unione Italiana Food evidenzia una distorsione della percezione individuale.

A sottostimare il proprio peso è il 17,7% degli intervistati, con picchi tra gli uomini (26%, in particolare Gen X e Baby Boomers) e tra chi risulta obeso secondo il BMI (ben 73%). Al contrario, la sovrastima del proprio peso è un fenomeno che riguarda più le donne (17% contro una media del 9,9%) e chi risulta sottopeso secondo il BMI (72%). In generale, quando parliamo di obesità, gli italiani la identificano correttamente come una condizione multifattoriale. Tra le principali cause vengono annoverate la sedentarietà (citata dal 66,6% del campione), un’alimentazione ipercalorica (56,4%) e l’eccesso di zuccheri (55,9%) e grassi (52,6%). Accanto a questi emergono anche i fattori ormonali (48,8%), lo stress (38,5%, in particolare donne e giovani delle Gen Z e Millennials) e la predisposizione genetica (35,8%). Gli aspetti psicologici (26,1%, che salgono però a 37% tra le Gen Z e a 48% tra le donne della Gen Z) e i problemi del sonno (19,7%) sono presenti, ma meno.

Per contrastare il problema, la ricetta degli italiani resta lo stile di vita: mangiare sano (63%), muoversi di più (62,8%) e svolgere attività fisica regolare (62,2%) sono le strategie indicate da più di 6 italiani su 10. Gli edulcoranti vengono promossi come alleati funzionali: la maggioranza sa che possono essere usati a casa al posto dello zucchero (70%) e che rappresentano uno strumento utile per ridurre l’assunzione calorica (59,2%). Oltre metà del campione riconosce anche il loro ruolo nel supportare le linee guida nutrizionali sulla riduzione degli zuccheri (51,8%) e nel controllo della glicemia (51,2%). Secondo l’indagine di AstraRicerche, gli edulcoranti sono utilizzati da oltre un terzo degli italiani (36,6%, specie tra la Gen Z e i Millennials). L’uso in famiglia è diffuso soprattutto tra adulti ed è spesso personale (60,4%). Gli edulcoranti entrano nella routine non come soluzione occasionale ma come sostituto abituale dello zucchero.

Perché si usano. Le motivazioni sono fortemente legate alla salute: limitare l’assunzione di calorie (45,6%, soprattutto per le donne), gestione del peso (41,4%, uomini e giovani) e gestione del diabete (32,6%). Il gusto è un driver secondario citato dal 21,3% (28% tra i Millennials).

Cosa si sceglie. La stevia emerge come scelta principale (44,9%, in particolare donne), seguita da aspartame (23%, scelto soprattutto dagli uomini e dai Baby Boomers) e saccarina (17,9%). L’eritritolo guadagna terreno tra i più giovani (17,1%, GenZ e Millennials). Non emerge un formato nettamente prevalente: il 34,5% sceglie il formato liquido, in gocce (specie le donne e i giovani della Gen Z e Millennials), il 32,3% quello in polvere (uomini e Gen Z), il 28,3% le bustine singole (uso crescente con l’età) e il 20,9% le compresse (donne e Baby Boomers).

Come si usano. L’uso degli edulcoranti è diffuso soprattutto nel caffè (76,5%), seguito dalle bevande calde (44,1%): in entrambi i casi l’uso è più femminile e crescente con l’età. I giovani amano sperimentarli anche nella preparazione di dolci (31% Gen Z, rispetto alla media del 21,8%), ma anche per dolcificare yogurt (29% Gen Z vs media 19,3%), cereali (22% tra i Millennials vs media 14,2%,) e frullati (15% tra gli uomini della Gen Z vs media 9,1%).

Luca Piretta ha sviluppato con il Gruppo Edulcoranti di Unione Italiana Food un set di consigli pratici su come combattere l’obesità (anche con l’aiuto dei dolcificanti) attraverso una dieta sana e bilanciata e stili di vita salutari: 1) Adozione di un’alimentazione equilibrata e ricca di frutta, verdura, cereali integrali e proteine magre per sviluppare un microbiota intestinale più in linea con un soggetto magro. 2)Attività fisica regolare tra cui camminare, correre, andare in bicicletta o nuotare (almeno 150 minuti di attività fisica moderata o 75 minuti di attività intensa ogni settimana). 3) Rispettare i tempi dei pasti (crononutrizione) e quindi i ritmi del nostro orologio biologico per supportare la prevenzione dell’obesità. Per esempio, saltare la prima colazione è un fattore di rischio. 4) Mantenere il consumo di zuccheri semplici sotto il 15% delle calorie totali giornaliere. Nell’ambito di una strategia nutrizionale più ampia possono svolgere un ruolo utile in tal senso gli edulcoranti, perché consentono di dolcificare un alimento o una bevanda senza apportare calorie e senza rinunciare alla piacevolezza del gusto. 5) Non sottovalutare il sonno sia per chi è in sovrappeso che per chi non lo è. Dormire tra le 7 e le 9 ore a notte è fondamentale, in quanto la mancanza di sonno può influire negativamente su regolazione dell’appetito e scelte alimentari. 6) Monitoraggio del comportamento alimentare, del peso e dello stato emotivo, coadiuvato dalla consulenza professionale (es. nutrizionista, psicologo).

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