Infn: LIGO, Virgo e KAGRA presentano nuovo catalogo di onde gravitazionali
Roma, 5 mar. (askanews) – E’ stato pubblicato oggi, 5 marzo, il catalogo di tutti i 128 nuovi eventi osservati da LIGO, Virgo e KAGRA tra maggio 2023 e gennaio 2024. Il catalogo rivela una varietà ancora maggiore di sistemi binari che producono onde gravitazionali rispetto a quanto noto in precedenza. Le nuove osservazioni ci permettono di comprendere meglio la formazione dei buchi neri, di indagare l’evoluzione cosmologica dell’universo e di fornire conferme sempre più rigorose della teoria della relatività generale.
La rete internazionale di rivelatori di onde gravitazionali LIGO negli Stati Uniti, Virgo in Italia e KAGRA in Giappone (LVK) ha annunciato oggi la pubblicazione di un catalogo aggiornato di tutti gli eventi gravitazionali osservati finora, chiamato Gravitational-Wave Transient Catalogue-4.0 (GWTC-4). I risultati sono il frutto di analisi approfondite, condotte per oltre due anni dalle scienziate e dagli scienziati della collaborazione LVK, per verificarne la validità e studiarne le più importanti implicazioni astrofisiche e cosmologiche. Il catalogo, accompagnato da una serie di articoli pubblicati su Astrophysical Journal Letters, raccoglie 128 nuovi eventi, più che raddoppiando il numero di eventi del catalogo precedente, che conteneva i 90 segnali rivelati durante le tre campagne di osservazione precedenti. I dati, ora resi disponibili per ulteriori analisi da parte di gruppi di ricerca esterni alla collaborazione LVK, rivelano, infatti, una varietà ancora maggiore di sistemi binari sorgenti di onde gravitazionali rispetto a quanto noto in precedenza. Tra questi figurano il sistema binario di buchi neri più massiccio mai rivelato tramite onde gravitazionali, un sistema con la maggiore asimmetria di massa mai osservata e uno in cui entrambi i buchi neri presentano spin eccezionalmente elevati, oltre a due sistemi composti da un buco nero e una stella di neutroni.
“Nell’ultimo decennio, l’astronomia delle onde gravitazionali è passata dalla prima rivelazione all’osservazione di centinaia di fusioni di buchi neri”, commenta Stephen Fairhurst, professore alla Cardiff University e coordinatore della LIGO Scientific Collaboration. “Queste osservazioni ci permettono di comprendere meglio come i buchi neri si formino dal collasso di stelle massicce, di sondare l’evoluzione cosmologica dell’universo e di fornire conferme sempre più rigorose della teoria della relatività generale”.
“La pubblicazione del catalogo GWTC-4 rappresenta un passo in avanti decisivo, aggiungendo 128 nuovi segnali al nostro archivio in meno di un anno di osservazioni”, sottolinea Gianluca Gemme, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e coordinatore della collaborazione Virgo. “Questa ricchezza di dati rivela un vero caleidoscopio di collisioni cosmiche: dai buchi neri binari più pesanti mai rilevati, a coppie che ruotano a quasi metà della velocità della luce. Non si tratta più di casi eccezionali, e costituiscono la base statistica necessaria per testare la relatività generale di Albert Einstein con una precisione senza precedenti, e fornire una nuova misura indipendente della velocità di espansione dell’universo. Per Virgo e la rete LVK, questi risultati dimostrano che stiamo mappando l’evoluzione complessa del cosmo con una chiarezza mai raggiunta prima”.
