Donne un po’ speciali: Sonia e Luisa, le sorelle del colorificio
Sonia e Luisa Locatelli, le sorelle del colorificio Locatelli di Donnas
Persone e storie
di Cinzia Timpano  
il 07/03/2026

Donne un po’ speciali: Sonia e Luisa, le sorelle del colorificio

L'intervista alle imprenditrici Sonia e Luisa Locatelli del colorificio di Donnas, pubblicata su Gazzetta Matin

Donne un po’ speciali: Sonia e Luisa, le sorelle del colorificio.

Dalle sorelle libraie del capoluogo, alle sorelle del colorificio di Donnas, passando per le quattro sorelle operatrici del turismo di Bionaz. Poi, l’unica donna capo cantonieri della nostra regione (e tra le poche o forse l’unica anche in Italia), la sindaca esperta di serramenti in alluminio e l’allevatrice che è anche ultratrailer e si prepara al suo 10º Tor des Géants.
E ancora la dirigente sanitaria che ha sempre sognato di fare l’infermiera e le imprenditrici del settore drink & food.Ecco le storie, i ricordi e le aspirazioni di nove donne che abbiamo scelto di intervistare e che testimoniano scelte di vita e di lavoro fatte di tenacia e di impegno.

Riproponiamo le interviste pubblicate lunedì 2 marzo su Gazzetta Matin.

Sonia e Luisa, le sorelle del colorificio.

Un’attività in rosa, ma anche in giallo, in blu e in verde quella delle sorelle Locatelli, Sonia e Luisa.

45 anni l’una e 35 l’altra, le sorelle gestiscono l’attività di famiglia, ovvero il colorificio sito a Donnas, da circa 18 anni, quando i genitori hanno passato loro il testimone.

«Ci troviamo a Donnas, sulla statale, dal 1985, anno in cui i nostri genitori hanno trasferito l’attività a loro volta rilevata nel 1980, da Issogne – racconta Sonia – metà della mia vita l’ho trascorsa fra i colori e ho visto questo mondo in continuo aggiornamento.
Quando i nostri genitori presero le redini dell’attività, infatti, si trattava di un colorificio prevalentemente incentrato nell’ambito carrozzeria, mentre con il passare del tempo, perdendosi anche un po’ il culto dell’automobile, ci siamo reinventati e aggiornati.
Attualmente siamo mia sorella Luisa e io a gestire il negozio, e un po’ come la mente e il braccio, una si occupa più del lato amministrativo e l’altra di quello creativo, anche se poi concretamente siamo entrambe dietro al bancone».

Dalla carrozzeria, alle belle arti e al decoro

In occasione della festa della Donna, Locatelli fa alcune riflessioni sulla gestione dell’attività e sul rapporto col pubblico.

«Oggi il mondo della carrozzeria è ancora molto appannaggio maschile, per quanto di recente stiamo sentendo che nelle competizioni di verniciatura e aerografia sulle carrozzerie stiano vincendo spesso anche le donne che partecipano.

Anche per queste ragioni, già i nostri genitori avevano cercato di diversificare il mercato e noi abbiamo dato continuità, cercando di avere uno sguardo più ampio nel mondo dei colori, aprendoci alle belle arti e al decoro degli interni.

I corsi di fumetto

In questo contesto, sono nati anche i corsi che organizziamo di resina, aerografo e il più recente, quello di fumetto in collaborazione con Fabio Roveyaz che è già sold out».

Con il sorriso, Sonia racconta alcune situazioni in cui non sempre è stato chiaro che “il capo” fossero due donne.

«I nostri genitori sono ancora presenti, sono in pensione ma scendono volentieri per fare due chiacchiere con i clienti, e a volte capita ancora che qualcuno cerchi nelle figure maschili quella del capo. Una volta, ad esempio, eravamo presenti in negozio mia sorella, il mio compagno di allora e io, e due clienti sono rimasti per minuti a chiedere conferma di chi fosse il responsabile dell’attività, rivolgendo sempre lo sguardo al mio compagno che a sua volta, imbarazzato, continuava a guardare me e Luisa ridendo.
A parte questi episodi che prendiamo sul ridere, però, il contatto diretto con le persone è sempre privilegiato per noi. P
uò sembrare semplice, ma questo lavoro richiede costante aggiornamento, studio e conoscenza della tecnica, avendo a che fare a tutti gli effetti con reazioni chimiche, o anche solo per evitare di miscelare erroneamente colori e trovarsi le pareti di casa del colore sbagliato».

(sofia fregnani)

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