I dipinti di Aimé Maquignaz alla Biennale di Milano
CULTURA
di Luca Mercanti  
il 09/03/2026

I dipinti di Aimé Maquignaz alla Biennale di Milano

Magia della Montagna e Armonia del Cosmo sono le due opere in esposizione dal 20 al 24 marzo al Palazzo Stampa di Soncino

Armonia del Cosmo

Magia della montagna e Armonia del Cosmo. Sono le due opere di Aimé Maquignaz selezionate per Art Expo della Biennale di Milano.

L’artista di Valtournenche parteciperà con due dipinti all’evento che si svolgerà dal 20 al 24 marzo 2026 al Palazzo Stampa di Soncino in Via Torino 61, Milano.

Le opere selezionate dalla Commissione artistica di cui fanno parte Silvana Giacobini, scrittrice, giornalista e già direttrice di “Chi”, Giordano Bruno Guerri, storico e presidente del Vittoriale di D’Annunzio, Salvo Nugnes, curatore d’arte, scrittore e reporter, Paolo Liguori, direttore del TGCom24 e Vittorio Sgarbi, saranno esposte da venerdì 20 marzo 2026 a martedì 24 marzo 2026 dalle 10:00 alle 18:30.

Vernissage

Sabato 21 marzo 2026 alle 12:30 è in programma un cocktail/buffet di benvenuto alla presenza del sindaco di Milano Giuseppe Sala, del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana e dei membri della Commissione artistica.

La produzione artistica

Magia della Montagna

Aimé Maquignaz per alcuni periodi dell’anno lavora presso il suo atelier a Milano sito a pochi passi dall’Arco della Pace. Il periodo milanese è caratterizzato da una pittura che tende verso l’astrattismo dominato da forme e colori che non riproducono la realtà (si tratta dei cosiddetti paesaggi dell’anima).

I dipinti invece realizzati a Breuil-Cervinia sono legati al mondo della montagna che viene interpretata in modo poetico, onirico e surreale: lupi innamorati che corrono in cieli stellati, battaglie fluorescenti, aquile urlanti, valli incantate animate da pascoli antichi, particelle di roccia ed oggetti di materica civiltà che si inseriscono con dolcezza nelle campiture di colore, spezzate, a volte, da simboli di civiltà lontane.

Paolo Levi: Maquignaz caso insolito nella pittura italiana contemporanea

“Aimé Maquignaz rappresenta un caso interessante ed insolito nella pittura italiana contemporanea – analizza il noto critico d’arte, Paolo Levi -. Egli gioca, nella sua originale ricerca figurale, su più piani: quello della sonorità pittorica e quello del racconto, che in apparenza sembra illustrativo, ma che, in realtà, possiede l’espressività tipica dell’artista intimamente lirico…Maquignaz, infatti, maestro cosciente del proprio messaggio, non tradisce i propri padri. Egli crede nella materia. Medita sul colore, elemento portante di queste scenografie fiabesche, coinvolgenti. La sua scelta tonale pone, a mio avviso, bene in risalto il significato psicologico dell’avvenimento rappresentato…Il Cervino prende soprattutto forza cangiando di colore. Egli – secondo il tratto di Goethe – lo anima di una cromaticità rossa o blu…Il suo comporre sorge dal desiderio, del tutto interiore, di un Io narrante nel silenzio della fiaba, che emerge da una coscienza in costante divenire…Egli, in apparenza, vive come un eremita tra le montagne. Ogni mattina, al risveglio, contempla la maestà del Cervino, ma è anche un uomo in fuga, un artista che ama viaggiare (in effetti, forse, fuggire)”.

(L. M.)

 

il 09/03/2026
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