Stato di agitazione dei vigili del fuoco: «così si apre alla privatizzazione dei servizi di soccorso»
ATTUALITA'
di Cinzia Timpano  
il 11/03/2026

Stato di agitazione dei vigili del fuoco: «così si apre alla privatizzazione dei servizi di soccorso»

Esito negativo sia per la procedura di raffreddamento che per l'incontro con la parte politica; lo stato di agitazione prosegue a oltranza

Stato di agitazione dei vigili del fuoco: «così si apre alla privatizzazione dei servizi di soccorso».

«Non è una questione economica né di difesa del contratto, speriamo che la comunità valdostana lo capisca.
Non è una questione di soldi. E non è neanche la volontà di lavorare da soli o di voler escludere enti privati. Noi non vogliamo essere esclusi, questo è il punto, vogliamo mantenere le nostre competenze e la nostra autonomia nelle procedure operative.
Quegli emendamenti dell’ultimo minuto, mai discussi lasciano in capo a noi la responsabilità senza poter gestire né coordinare dal punto di vista operativo. Assolutamente inaccettabile così come è inconcepibile che si apra alla privatizzazione dei servizi di soccorso».

Così il segretario regionale Conapo Roberto Uva, dopo il presidio mattutino sotto palazzo regionale e dopo l’incontro con il presidente della Regione Renzo Testolin, del Consiglio Stefano Aggravi e i capigruppo di maggioranza e di minoranza.

«Abbiamo evidenziato gli emendamenti dell’ultimo minuto e chiesto se la nostra interpretazione era corretta perchè onestamente mettere un centralino a coordinare una funzione primaria di soccorso non sembra una proposta reale»  spiega Giuseppe Vona, delegato Cgil VdA.

Toni accesi e arroganza politica

«I toni si sono accesi perchè abbiamo ripercorso il tortuoso percorso che ci ha portati qui: dal 2019, il referendum, la volontà di tornare al ministero, la decisione di restare Corpo regionale, il percorso di armonizzazione della normativa regionale a quella statale e infine il testo di legge che oggi avrebbe dovuto concludere questi anni di lavoro.
Ma, al di là di essere richiamato alla calma, non abbiamo ottenuto nulla se non un silenzio di tomba» conclude Vona.

«Abbiamo anche evidenziato la poca galanteria a proseguire la discussione in Consiglio regionale, con una procedura di raffreddamento in corso, uno stato di agitazione e un presidio in corso. Almeno fermarsi e ascoltare, sarebbe stato gradito».

«E invece, solo arroganza politica» ha fatto eco un vigile del fuoco.

«Il presidente della III Commissione Corrado Jordan si è avventurato in una spiegazione che riguarda una piccolissima parte di interventi, il 2-3% che esce dalla routine e per i quali servirebbe un coordinamento diverso, di fatto una non risposta» concludono Uva e Vona.

Lo stato di agitazione prosegue a oltranza

Lo stato di agitazione prosegue mentre la procedura di conciliazione è sospesa e le parti si riaggiorneranno nell’incontro fissato per martedì 24 marzo.

Pau (Uil VdA): inaccettabile marginalizzazione dei vigili del fuoco

«Siamo di fronte a una inaccettabile marginalizzazione dei vigili del fuoco rispetto alla funzione del soccorso – spiega Nicola Pau (Uil Fpl VdA) che insieme a Eleine Krieger Garcia (Fp Cgil) ha partecipato alla procedura di raffreddamento tentata in piazza della Repubblica innanzi al Comandante del Corpo Stefano Perri, al capo della Protezione Civile Valerio Segor e alla coordinatrice del Dipartimento Personale e Organizzazione Gabriella Morelli.

(cinzia timpano)

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