Vigili del fuoco: sulla legge la maggioranza tira dritto
L'aula del Consiglio Valle
ATTUALITA', Politica
di Danila Chenal  
il 11/03/2026

Vigili del fuoco: sulla legge la maggioranza tira dritto

A spiegare le ragioni in Consiglio Valle  il presidente della III Commissione consiliare e consigliere dell'Union Valdôtaine Corrado Jordan che ha ribadito: «Ora tocca alla politica decidere. Gli emendamenti non stravolgono l'impianto normativo precedente. Nessuna prerogativa è messa in discussione, nessuna volontà di modificare l'attuale sistema di soccorso pubblico. Nessuna invasione di campo»

Vigili del fuoco: sulla legge la maggioranza tira dritto.

A spiegare le ragioni in Consiglio Valle  il presidente della III Commissione consiliare e consigliere dell’Union Valdôtaine Corrado Jordan che ha ribadito: «Ora tocca alla politica decidere. Gli emendamenti non stravolgono l’impianto normativo precedente. Nessuna prerogativa è messa in discussione, nessuna volontà di modificare l’attuale sistema di soccorso pubblico. Nessuna invasione di campo».

È la scelta più giusta

«Il sistema valdostano di soccorso pubblico è un modello che funziona molto bene e in molti ce lo invidiano. Il sistema funziona ma ci sono questioni mai completamente affrontate e chiarite. È evidente la polarizzazione delle posizioni. Non è corretto defilarsi dal dibattito. Noi abbiamo lavorato per la scelta più giusta non per la più comoda. Abbiamo legiferato non per comprimere i ruoli ma per valorizzarli tutti insieme. La norma è chiara e non è certo anticostituzionale. Difficile emendare ma necessario. Abbiamo definito i principi. Nessun colpo di testa. Gli emendamenti rimandano a norme già esistenti. Nessuna innovazione giuridica» ha detto con piglio deciso.

Ha proseguito: «Dettiamo principi di buon senso. Ognuno agisce in base ai compiti istituzionali. Si agisce insieme condividendo tecniche ed esperienze. Sia agisce assieme e non ognuno per conto suo. Tutte le strutture devono lavorare assieme per rendere efficace il sistema».

Prioritario il confronto

Per il capogruppo della Lega Andrea Manfrin: «La legge non nasce sotto i migliori auspici. Se fosse stato così impellente approvare la legge sul Corpo dei vigili del fuoco non saremmo arrivati alla discussione nel marzo 2026. Due settimane di stop non avrebbero spostato un granché. Il problema è la mancanza di confronto franco e diretto sugli emendamenti. Siamo d’accordo sull’impianto della legge e anche con molti emendamenti tecnici. Non capiamo perché non si è rinviato il dibattito. Il disegno di legge deve tenere conto delle esigenze di tutti. Qui si sono scontentati tutti. Anche il Soccorso alpino valdostano ha messo nel mirino alcuni emendamenti sulla centralità della Cus. L’impianto di fondo è condivisibile ma sono necessari aggiustamenti. Le ambiguità vanno risolte. In caso di emergenze chi coordina chi?».

In gioco le vite delle persone

Ha sottolineato in aula Massimo Lattanzi (FdI): «condividiamo 210 articoli della legge non ne condividiamo 3. Negli ultimi 15 giorni avete sentito il bisogno di inserire emendamente che ribadissero concetti di efficienza e collaborazione. Ma perché? La Cus, in questi minuti, sta lavorando per noi, i vari corpi stanno collaborando da anni. L’emendamento non rende più chiara la collaborazione. Noi abbiamo il dovere di dialogare con i vigili del fuoco in stato di agitazione. Perché la maggioranza non vuole impiegare altri 15 giorni per fare chiarezza? Qui sono in gioco le vite delle persono, qui non è il caso di marcare un territorio. Non comprendiamo il metodo. In politica ci sono anche i dubbi e il dialogo. A noi il pugno duro non piace. Invito a raffreddare le posizioni, a rinviare il dibattito e avviare il confronto».

La legge

I contenuti principali del disegno di legge, richiamano lo Statuto speciale della Valle d’Aosta ha detto Jordan e «la chiara affermazione della competenza regionale, in sostituzione degli organi centrali e periferici dello Stato. Tra gli elementi qualificanti del disegno di legge figura la definizione dell’ordinamento civile del Corpo, con la struttura del vertice articolata nel Capo del Corpo valdostano e nel Comando regionale, e la ripartizione del personale in ruolo operativo-tecnico, volontario e amministrativo. Sono inoltre stabiliti i ruoli e le qualifiche del personale non direttivo e non dirigente – vigile del fuoco, vigile del fuoco esperto e vigile del fuoco coordinatore (con concorso pubblico); capi squadra e capi reparto (con concorso interno); ispettori antincendi con progressioni di carriera dedicate – e si prevede che la contrattazione collettiva si svolga in un comparto autonomo».

«Il testo disciplina il primo inquadramento del personale di ruolo – ha proseguito Jordan -, consentendo il passaggio al nuovo ordinamento e prevedendo l’indennità di bilinguismo con clausola di salvaguardia retributiva. Vengono delineati l’assetto e l’organizzazione del personale volontario, integrandolo operativamente con il personale di ruolo, definendo lo status, le funzioni e l’organizzazione dei volontari, le tutele e gli obblighi, nonché le attività esercitative e di formazione, con particolare attenzione alla chiamata in servizio in caso di emergenze. Quanto al personale amministrativo, resta escluso da questo disegno di legge e continua a essere disciplinato dal contratto del comparto unico regionale»

(da.ch.)

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