Povertà: no del Consiglio Valle al salario minimo orario di 9 euro
Non passa la mozione del gruppo Pd-Fp che, sulla falsa riga dell'iniziativa approvata dal Consiglio comunale di Aosta, impegnava il governo regionale a legiferare in materia di ''Disposizioni per la garanzia del salario minimo e la tutela delle imprese sane negli appalti della Regione Autonoma Valle d'Aosta''
Povertà: no del Consiglio Valle al salario minimo orario di 9 euro.
Non passa la mozione del gruppo Pd-Fp che, sulla falsa riga dell’iniziativa approvata dal Consiglio comunale di Aosta, impegnava il governo regionale a legiferare in materia di ”Disposizioni per la garanzia del salario minimo e la tutela delle imprese sane negli appalti della Regione Autonoma Valle d’Aosta”.
La spiegazione
Nell’annunciare l’astensione l’assessore alle Opere pubbliche Davide Sapinet ha spiegato: «La nostra posizione è stata ben esplicitata dal collega Aggravi. L’assessorato è disponibile ad attivare un confronto con sindacati e imprenditoriaffinché sia garantita l’applicazione piena dei contratti di lavoro nazionali. Con la creazione della Centrale unica di committenza abbiamo cercato di mettere in campo le procedure con l’obiettivo di tutelare i lavoratori».
No alle distorsioni
Per il consigliere del Centro autonomista Stefano Aggravi «l’Ente pubblico deve essere un committente responsabile. Risolvere un fenomeno complesso introducendo una soglia minima crea distorsioni. Un’azienda è sana quando è economicamente solida. Il vero problema è il mercato del lavoro. Cercando di risolvere un problema, rischiamo di crearne altri. Dobbiamo ragionare all’interno del sistema pubblico. Il modello Aosta non esiste, la mozione sul salario minimo è stata approvata di recente. Un buon salario deve ripagare il lavoratore ma deve anche essere legato alla produttività. Stiamo attenti: definire un ingranaggio in più rischia di ingessare il mercato del lavoro».
Lega, rischio livellamento verso il basso
Per il capogruppo della Lega Andrea Manfrin «l’introduzione di un salario minimo porterebbe a un livellamento verso il basso e non verso l’alto. Molti contratti collettivi nazionali prevedono una retribuzione già al di sopra dei 9 euro». Cita La Cgil che ha sottoscritto, insieme ad altre sigle, contratti collettivi – come nel settore vigilanza – che prevedevano retribuzioni orarie vicine ai 5-6 euro e scandisce «c’è una distonia».
«La strada non è quella del salario minimo a 9 euro. Bisogna trovare altre strade per tutelare i lavoratori. Fate voi la legge (rivolgendosi al Pd) anziché impegnare la Giunta a farlo».
Pd-Fp la povertà lavorativa esiste
«Per noi è una visione, un portare all’attenzione un argomento importante per l’intero Paese – ha ribattuto la consigliera Forcellati -, il tema della povertà lavorativa si affronta anche con iniziative come quella che abbiamo sottoposto all’attenzione dell’aula». Ha aggiunto Fulvio Centoz: «Tutti sono intervenuti sull’argomento tranne il Parlamento. È un tema reale e merita un approfondimento».
Lega, mozione fuori luogo
«Ci affanniamo ad approvare una misura che potrebbe essere vanificata da una spinta inflattiva. Trovo fuori luogo questa mozione perché non tiene conto della complessità del mondo reale. È puramente ideologica» ha sentenziato il consigliere leghista Corrado Bellora.
Avs ci sono aspetti concreti
Ha aggiunto il consigliere di Avs Eugenio Torrione: «Faccio fatica a capire i toni dei miei dirimpettai (FdI e Lega ndr). Il tema legato alla tutela dei più fragili è trasversale. Aggravi ha fatto un intervento tecnico e non ideologico. Ho apprezzato. La mozione affronta apetti concreti: il lavoro povero e il dumping contrattuale. È chiaro che riguarda di più il mercato libero che quello legato agli appalti degli Enti pubblici. Agganciare il salario minimo al costo della vita è corretto». Ricorda che «Il salario minimo in Spagna ha determinato una crescita dell’economia».
(da.ch.)
