Industria: la rinascita della Gps Standard a un anno dall’incendio
Economia & Lavoro, INDUSTRIA
di Alessandro Bianchet  
il 18/03/2026

Industria: la rinascita della Gps Standard a un anno dall’incendio

Una ripartenza complicata, che ha portato prima a uno shock, poi a una ripresa passo passo, condita di nuovi prodotti e riconoscimenti, con il mantenimento, in qualche modo dell'occupazione

Industria: la rinascita della Gps Standard a un anno dall’incendio.

Una ripartenza complicata, che ha portato prima a uno shock, poi a una ripresa passo passo, condita di nuovi prodotti e riconoscimenti, con il mantenimento, in qualche modo dell’occupazione.

L’incendio che devastò l’azienda

Il motto

«Siamo ripartiti non come coloro che vincono sempre, ma come coloro che non si arrendono mai». L’adagio di Frida Kahlo rispecchia lo stato d’animo di tutta la Gps Standard e in particolare di Marco Capula, business strategist e figlio dello storico patron e fondatore dell’azienda, Pietro, a un anno dal tragico incendio che, il 13 marzo 2025, distrusse il magazzino e parte dell’area di produzione del gioiello di Arnad, stella mondiale nel campo della sicurezza e in particolare dei sistemi perimetrali.

La ripresa

Una ripartenza complicata, che ha portato prima a uno shock, poi a una ripresa passo passo, condita di nuovi prodotti e riconoscimenti, con il mantenimento, in qualche modo dell’occupazione («i dipendenti sono 21 e solo due hanno scelto altre strade, ma non abbiamo licenziato nessuno, perché non era nei programmi» spiega Capula) e la voglia, comunque, di rimanere ancorati alla Valle, visto che il futuro prossimo potrebbe portare a uno spostamento, ma sempre nei confini regionali.

«Sono stati giorni difficili – ricorda il business strategist Marco Capula -. I primi momenti sono stati inevitabilmente segnati dallo shock, ma ben presto è emersa la determinazione che contraddistingue la nostra squadra. Ci siamo guardati e abbiamo deciso di rimboccarci le maniche».

Marco Capula

In dodici mesi alquanto complicati, la Gps Standard «non è mai stata completamente ferma – sottolinea Capula -. Questo ci ha permesso di non perdere i contatti con i clienti e con il mercato in generale», tanto che ora si cerca un nuovo esperto hardware, anche per dare gambe a tante novità in arrivo.

«Dopo aver riorganizzato rapidamente gli spazi e le attività, al fine di mantenere, per quanto possibile, gli impegni con clienti e partner, abbiamo continuato a produrre – spiega ancora Capula. E il percorso è andato avanti anche con risultati importanti, come il premio per l’innovazione ricevuto da Confindustria, gli interventi sull’immagine aziendale, sul catalogo prodotti e sul nuovo sito internet aziendale. Inoltre, abbiamo vinto un bando della Regione Valle d’Aosta dedicato alla transizione ecologica, siamo stati presenti a importanti eventi internazionale di settore e abbiamo continuato a comparire sulle principali riviste internazionali. In questo periodo abbiamo anche presentato un brevetto e nei prossimi giorni presenteremo anche un un nuovo prodotto ad altissima tecnologia».

Un passo indietro

Insomma, la ripartenza c’è stata, ma c’è ancora qualcosa del passato da sistemare. Le cause del rogo, a oggi, non sono ancora state chiarite, anche se l’inchiesta per incendio colposo della Procura di Aosta ormai è storia. A oggi, però i risarcimenti delle assicurazioni non sono ancora arrivati e manca una vera e propria conta dei danni. «Per ora è arrivato solo un anticipo, una piccola parte rispetto al danno – ammette Capula -. Danno che, peraltro, non è ancora stato quantificato, visto che le perizie sono attualmente in corso. Sicuramente abbiamo perso tantissimo prodotto finito e semilavorato».

Un’altra sede?

Per ripartire completamente, potrebbe essere l’idea di spostarsi dalla culla arnayot. «Stiamo facendo delle valutazioni – rivela ancora Capula -. Gran parte della struttura rimasta, dopo le opportune verifiche del caso, non dovrà essere abbattuta, per cui questo sarebbe già un buon vantaggio, ma stiamo comunque valutando se sia più comodo stabilirsi altrove, magari in una location con un capannone già pronto. Sicuramente, però, vogliamo rimanere in Valle d’Aosta».

Insomma, tanta voglia di riprendere il cammino, con in più un prezioso insegnamento.

«Tutto questo ci ha insegnato che anche nei momenti più difficili è possibile ripartire, ricostruire e guardare avanti – conclude Marco Capula -. Vogliamo ringraziare tutte le persone che lavorano con noi, partner, clienti e amici dell’azienda che non ci hanno mai fatto mancare il loro sostegno in questo periodo. Non ci siamo arresi e continuiamo a guardare avanti».

(al.bi.)

Consiglio Aosta, Rocco: «Nessun bambino mai stato senza mensa scolastica e mai lo sarà»
Il sindaco di Aosta ha rispedito al mittente la mozione di Giuseppe Manuel Cipollone di Fratelli d'Italia, che chiedeva di apportare modifiche al nuovo regolamento delle entrate, per evitare che qualche bambino potesse rimanere escluso dalla mensa. Gheller: «I Comuni della Valle d'Aosta lo prevedono già, discussione inutile»
il 18/03/2026
Il sindaco di Aosta ha rispedito al mittente la mozione di Giuseppe Manuel Cipollone di Fratelli d'Italia, che chiedeva di apportare modifiche al nuov...