Al via “Forme senza Tempo. Roberto Capucci dialoga con il MArTA”
Milano, 19 mar. (askanews) – La timeline di Roberto Capucci e quella del Museo archeologico nazionale di Taranto con i suoi trenta secoli storia, dal paleolitico al Medioevo. Uno scandire del tempo fatto di argille, oro, vetri ma anche sete, taffetas, georgette e lamé che straordinariamente ispira ed emoziona.
E’ questo “Forme senza tempo. Roberto Capucci dialoga con il MArTA”, la mostra che dal 19 marzo al 12 luglio 2026, troverà spazio nell’area esposizioni temporanee del Museo di Taranto con incursioni di alta sartoria nelle sale iconiche dell’importante polo archeologico pugliese. Si tratta di una mostra originale nella sua idea allestitiva perché per la prima volta mette in relazione l’ispirazione e la fonte di essa.
Venti abiti di alta sartoria, settanta disegni tra schizzi e foto d’epoca e poi statuette fittili, diademi in oro, vetri, pietra e ceramiche in un dialogo continuo tra un maestro, lo stilista e architetto della moda, Roberto Capucci, e il mondo delle civiltà antiche.
La mostra ideata e curata dal Museo archeologico nazionale di Taranto e dalla Fondazione Roberto Capucci, nella persona del suo direttore generale Enrico Minio Capucci è organizzata da Civita Sicilia.
“Nel dialogo tra passato e presente, tra materia archeologica e creazione contemporanea – commenta il Direttore generale Musei Massimo Osanna – si riconosce una delle traiettorie più feconde attraverso cui i musei rinnovano oggi il proprio racconto. La mostra costruisce un sistema di relazioni visive e concettuali fondato sul confronto tra gli abiti e i reperti della collezione del MArTA: questa impostazione riflette una visione del museo come luogo dinamico, capace di generare nuove letture e di attivare connessioni inaspettate, attraverso linguaggi diversi e contaminazioni che ne amplificano il potenziale evocativo e conoscitivo”.
“L’aspetto che colpisce maggiormente è la tridimensionalità ottenuta con il sapiente uso delle stoffe e con il colore nelle creazioni sartoriali del Maestro Capucci – afferma la Direttrice del Museo archeologico nazionale di Taranto, Stella Falzone – le onde e i plissé degli abiti dello Stilista offrono l’occasione per un dialogo inedito con la collezione del MArTA, con le statuette femminili in terracotta, che testimoniano l’attenzione nel rappresentare le vesti variopinte antiche nella loro varietà; allo stesso modo, le maschere enigmatiche presenti su alcuni abiti di Capucci in mostra ricordano le antefisse dei templi oggi nelle sale del Museo, così come le nitide geometrie richiamano le tessere dei mosaici della Taranto romana, in un gioco di specchi tra forme del passato e del presente”.
Una relazione fortissima che diventa ancora più efficace quando nell’installazione si incontra uno dei pezzi iconici della Maison Capucci: il celebre abito ribattezzato Foglie d’Oro. “L’abito svela sorprendenti connessioni con i diademi greci in oro conservati nel Museo archeologico di Taranto. Che dire poi dei pepli di Capucci – dice Enrico Minio Capucci, direttore della Fondazione Roberto Capucci – che al contrario di quelli di Mariano Fortuny (pittore e stilista spagnolo – ndr), sono si rivisitati attraverso la sua vena creativa, nella quale però è difficile non riconoscere la lezione del mondo antico”.
La mostra “Forme senza tempo. Roberto Capucci” dialoga con i reperti del Museo tarantino abitando l’intera area di mostre temporanee del MArTA, la vetrina di ingresso della Temporary Art e la collocazione di cinque creazioni all’interno del primo e secondo piano dell’ex Convento degli Alcantarini, sede settecentesca del Museo archeologico nazionale di Taranto.
Altri richiami alle opere del MArTA sono affidati, invece, all’allestimento multimediale. QR Code posizionati sotto gli abiti di alta sartoria della Maison, nata nel 1950 con il primo atelier in via Sistina a Roma, suggeriscono consonanze con i reperti presenti nel percorso museale.
La mostra “Forma senza tempo. Roberto Capucci dialoga con il MArTA” sarà disponibile fino al prossimo 12 luglio negli orari d’ingresso del Museo dalle 8.30 alle 19.30 (escluso il lunedì).
Alla mostra si accede attraverso il pagamento del ticket d’ingresso al Museo, acquistabile in sede, e attraverso il sito istituzionale del MArTA.
