Confagri Puglia: florovivaismo sotto pressione e costi impazziti
Roma, 19 mar. (askanews) – Massima attenzione per il florovivaismo pugliese, un settore strategico da circa 180 milioni di euro di fatturato, pari a quasi il 5% della produzione agricola regionale, oggi messo sotto pressione da costi in crescita, norme disomogenee e ritardi decisionali. A scattare la fotografia del comparto è Confagricoltura Puglia, che chiede interventi urgenti per evitarne il progressivo indebolimento.
Il rincaro di carburanti e riscaldamento delle serre ha raggiunto picchi fino al +40%, con effetti diretti sulla sostenibilità economica delle aziende, in un contesto internazionale instabile che sta schiacciando i margini operativi di un comparto ad alta esigenza energetica. A pesare ulteriormente è la crisi delle materie prime: fertilizzanti e concimi azotati registrano prezzi in aumento, forniture irregolari e ritardi nelle consegne, una combinazione che mette a rischio la programmazione produttiva e la continuità delle attività.
Sul fronte normativo, il Regolamento (UE) 2024/2507 ha ampliato le specie vegetali soggette a controlli per la Xylella fastidiosa, imponendo nuove analisi fitosanitarie a carico delle imprese. Il problema denunciato da Confagricoltura Puglia è l’assenza di uniformità: applicazioni diverse tra regioni, costi non omogenei, possibili vantaggi competitivi per alcuni territori. Una situazione che rischia di alterare il mercato e penalizzare le imprese pugliesi. Non a caso, la produzione florovivaistica regionale ha già registrato una contrazione nel decennio 2014-2023, anche per gli effetti delle restrizioni legate alla Xylella.
Su questo tema, il settore florovivaistico di Confagricoltura Puglia ha inviato una nota ufficiale all’assessore regionale Francesco Paolicelli e al dirigente del settore, chiedendo di chiarire le procedure di autorizzazione e controllo dei siti di produzione, di fornire supporto tecnico e finanziario agli agricoltori per l’attuazione delle misure previste dal regolamento e di garantire la libera circolazione delle piante all’interno dell’Unione. “Positiva, ma ancora da concretizzare, l’apertura della Regione Puglia all’istituzione di un tavolo tecnico permanente sul florovivaismo. Il tavolo è uno strumento atteso da tempo, che dovrà però tradursi rapidamente in atti concreti”, sottolineano Antonello Bruno, presidente di Confagricoltura Puglia, e Michele Ferrandino, presidente della Federazione Florovivaistica regionale di Confagricoltura.
A livello nazionale, il florovivaismo ha superato i 3,2 miliardi di euro. Il tessuto produttivo pugliese conta circa 2.000 aziende, diffuse in particolare tra il Barese e il Salento, con poli riconosciuti come Terlizzi, Leverano e Taviano. “Il florovivaismo pugliese è un settore che produce valore, occupazione e identità territoriale, ma oggi è sotto pressione come non mai – proseguono – Chiediamo che venga garantita un’applicazione uniforme delle norme su tutto il territorio nazionale e che si intervenga per sostenere le imprese in questa fase. Il tavolo tecnico annunciato dalla Regione è un primo passo: ci fidiamo dell’assessore regionale, ma servono tempi certi e risposte concrete”.
