«Dite il falso»; «Non avete rinunciato»: è ancora bagarre nel consiglio di Aosta sull’aumento delle indennità
Oltre un'ora di discussione alla luce della mozione presentata da Renaissance, che ha posto in evidenza l'impatto della crescita degli emolumenti sul bilancio, «doppio rispetto a quanto dichiarato». Il sindaco: «Errore, ma gli atti sono sempre stati chiari e trasparenti»
«Dite il falso, l’aumento è superiore a quanto detto». «Non avete rinunciato al 20%». Finisce in bagarre il confronto tra Giovanni Girardini e il sindaco Raffaele Rocco in merito (per l’ennesima volta) all’aumento delle indennità per gli amministratori del Comune di Aosta, deciso lo scorso mese di ottobre e approvato definitivamente a dicembre 2025.
Aumento degli emolumenti: bagarre in aula
Una discussione di oltre un’ora ha riportato in auge un argomento che ormai sembrava essere finito nel cassetto.
Non era della stessa idea il capogruppo di Renaissance, che ha presentato una mozione accusando, sostanzialmente, il primo cittadino di dichiarare il falso in merito all’impatto degli aumenti delle indennità sul bilancio comunale.
In particolare, Giovanni Girardini, considerata «infelice politicamente» la scelta, ha ricordato come in aula, in sede di approvazione del bilancio di previsione (30 dicembre 2025) il sindaco avesse parlato di 75 mila euro di maggiori oneri rispetto alla legislatura precedente.
«Dall’accesso agli atti, l’impatto sul bilancio è ben diverso – ha esclamato -. Senza considerare l’aumento di un assessore (sostanzialmente imposto dalla legge regionale), l’impatto è di ben 153.309 euro, cioè più del doppio. Se si tiene anche in conto l’assessore in più, la spesa arriva a 180.271,20 euro in più rispetto alla precedente».
Per Girardini l’aumento è «eccessivo, pesa tanto sul bilancio – aggiunto -. L’aggiornamento ci sta, perché altrimenti si limiterebbe la democrazia, tante persone non potrebbero permettersi di sedere in quest’aula. Ma l’inganno è altra cosa» e da qui l’impegno di astenersi «dal dichiarare il falso in aula» e di «rivedere la propria posizione, perché tutti noi costiamo 970 mila euro e mi pare esagerato».
Il sindaco: «Inesattezza, ma atti veritieri»
Il sindaco Raffaele Rocco ha provato a chiarire la questione.
«I 75 mila euro sono saltati fuori a mezzanotte e 3 minuti del 30 dicembre, quando si stava discutendo una mozione riguardante un adeguamento Irpef – ha detto -. Dopo la domanda sull’impatto, mi rivolsi al segretario generale, che mi rispose questa cifra, che riferii».
Insomma, per il primo cittadino «un’inesattezza, ma non una menzogna, visto che tutto era scritto negli atti che riportammo in sede di discussione dell’aumento – ha aggiunto -. Questo è ovviamente un attacco alla mia persona, un tentativo di riaprire una ferita, al pari del tirare in ballo nuovamente i Carnavals de Montagne, su cui mi espressi con chiarezza».
Ricordato come nel 2023 le opposizioni (tranne Spirli) fossero contrarie al mantenimento delle indennità, il sindaco ha voluto sottolineare come «solo Spirli e Cipollone hanno rinunciato subito all’aumento; si mette sale sulla ferita, ma poi si accetta. Sinceramente, non merito questo attacco alla mia persona alla luce del mio trascorso. Dovreste delle scuse».
Il dibattito
La replica ha fatto alzare la tensione, con Giovanni Girardini a rifiutare le scuse e a entrare nei dettagli della scelta.
«Non ho mai negato la necessità di aggiornamenti – ha ribattuto -. Non ho rinunciato volutamente, in cinque anni non ho mai tenuto un centesimo, perché destino tutto in beneficenza, così come fanno con il 20% Dattola e Viglino. Ognuno coi soldi fa ciò che vuole e voi volete solo infangare chi dice la verità».
Giuseppe Manuel Cipollone (Fratelli d’Italia) ha punzecchiato ricordando come senza l’aumento la riduzione dell’Irpef da lui richiesta «avrebbe potuto essere non micro, ma ben più pesante – ha esclamato -. Si parla sempre delle necessità di reperire fondi: rivedete la scelta».
Sylvie Spirli (Lega) ha ribadito di essere «sempre stata favorevole al non aumento – ha chiarito -. La speranza è l’ultima a morire e consiglio di rivedere la decisione per dare un segnale alla comunità».
Sulla questione è intervenuto anche il segretario generale Stefano Franco.
«Confermo quanto accaduto – ha rivelato -, forse sarebbe stato meglio dare una risposta meno affrettata, ma mi ha indotto in errore il fatto che oltre all’incremento volontario c’era quello indotto dalla legge regionale. Il sindaco non si è inventato nulla, mi servirà d’esperienza».
Christian Chuc, capogruppo di Forza Italia, sentitosi chiamato in causa, ha affermato che «non sempre bisogna dichiarare cosa si faccia, soprattutto per chi fa beneficenza – ha detto -. Non era mio interesse dirlo, ma è giusto specificare».
Katya Foletto (Avs) ha condannato i toni.
«Mi imbarazza il modo di parlare di questa tematica, non diamo una bella immagine – ha spiegato -. Ho votato contro questa misura in quanto presa in prima battuta dal nuovo governo, ma non mi piacciono questi riferimenti personali, mi pare che si svaluti la politica stessa. Io utilizzerò questo 20% per attività del mio gruppo consiliare, i soldi devono dare dignità al nostro ruolo».
Il sindaco Raffaele Rocco ha aggiunto una parte.
«Non si deve andare sul personale, ma se vengo accusato di dire il falso, posso esagerare – ha esclamato -. Quando si vota contro, ma solo in due rinunciano, per me esiste un problema politico. Abbassare l’Irpef? Servono almeno 1,5 milioni per essere incisivi e quando sarà mai necessario stringere la cinghia lo si farà, ma non è questo il momento».
Corrado Cometto, assessore alle Opere pubbliche, ha evidenziato come l’aumento dell’inflazione dal 2020 sia del «19,3% – ha aggiunto -. Gli stipendi sono aumentati solo del 12,7%, è vero ed è un problema, ma noi abbiamo cercato di fare una cosa corretta».
Paolo Tripodi, capogruppo del Pd, ha rimarcato la «scelta politica. Questo è un lavoro costante e quotidiano al servizio dei cittadini; non siamo qui per fare soldi».
A chiudere la vice sindaca Valeria Fadda.
«I cittadini dovrebbero interessarsi non su quanto costa il politico, ma sui mancati investimenti sulla democrazia – ha concluso -. Da cittadina e da vice sindaca pretendo che tutte le persone sedute qui dentro partecipino in modo significativo a ogni decisione dell’aula, col senso di responsabilità e responsabilizzazione che ogni cittadno ci ha dato. Far passare il concetto inverso è una degenerazione e far pensare che il costo della politica è ciò che non fa mangiare i cittadini è la cosa più sbagliata che ci sia».
(alessandro bianchet)
