Aosta, città che ci unisce: quando il mix di culture è un successo
I tanti partecipanti alla merenda di comunità al Parco Puchoz
comuni, CULTURA & SPETTACOLI
di Alessandro Bianchet  
il 22/03/2026

Aosta, città che ci unisce: quando il mix di culture è un successo

In tanti hanno preso parte all'iniziativa che ha messo insieme fedi, culture e comunità diverse, unite nel celebrare la «creazione di ponti e non di muri»

Ha tenuto fede al nome “Aosta, la città che ci unisce”, il pomeriggio dedicato all’incontro tra credi, culture e comunità cittadine andato in scena tra Plus e il parco Puchoz.

Allestita dal Comune di Aosta, nel quadro del progetto LGNET3, finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) 2021–2027 e appoggiato da cooperativa e credi diffusi sul territorio aostano, l’iniziativa ha portato tante persone di diversa nazionalità e religione a trascorrere una giornata all’insegna della multiculturalità.

Aosta, la città che ci unisce: culture e fedi a confronto

“Aosta, la città che ci unisce” è partita da Plus, dove si è tenuta la frequentatissima tavola rotonda “Ecologia della convivenza – Comunità e fedi diverse per abitare insieme la città”.

Il momento di confronto, moderato dall’assessore comunale alle Politiche sociali, Marco Gheller, ha visto la partecipazione di Padre Gian Paolo Gugliotta (Centro missionario diocesano, Ecumenismo e dialogo interreligioso), Luca Osman Coletti (vicepresidente della Lega Islamica in Valle d’Aosta), Milena Martinat (pastora della Chiesa Valdese), Alin Neagu (Pope della Diocesi Ortodossa Romena d’Italia), Maria Pia Macrì (Comunità bahá’í), Ouadie Dkhissi (ex mediatore interculturale) e Ranzie Mensah (mediatrice interculturale).

Poi, dopo il laboratorio collettivo che ha lavorato su poesie, testi di canzoni, racconti, brani letterari e disegni che parlavano di pace e della possibilità di stare insieme, spazio alla Merenda interculturale sull’erba del Parco Puchoz.

Qui, tra cavirdage di primavera (guidato da Giulio Gasperini), aironi di carta per la pace (curati da Azusa Kawai) e laboratori per i più piccoli, i tanti partecipanti hanno potuto godersi cibi di ogni provenienza, tra dolci del Ramadan, pasquali, tè alla menta e altre specialità tipiche delle zone coinvolte.

L’assessore: «Sempre dalla parte di chi vuole costruire ponti e non muri»

Raggiante, a fine giornata, l’assessore alle Politiche sociali Marco Gheller.

«L’evento è andato al di là di ogni più rosea aspettativa – esclama Gheller -. È stato bello vedere il teatro di Plus pieno di famiglie. Un teatro bello, multiculturale e interessato all’altro. Un grazie di cuore a Tiziana Gagliardi e a Sylvie Chaussod, ideatrici dell’evento, e alle tante cooperative e associazioni che hanno partecipato e contribuito a realizzare la cosa».

Marco Gheller ha poi ribadito un concetto.

«Come amministrazione comunale siamo e saremo sempre dalla parte di chi vuole costruire ponti e non muri – conclude -, e da chi guarda all’altro con interesse e non con astio e pregiudizi».

(al.bi.)

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