Mecarozzi: “Senza incentivi stabili, transizione resta obiettivo solo per grandi”
Roma, 30 mar. – L’Associazione Italiana Scatolifici segue con attenzione l’evoluzione del dibattito sul Decreto Fiscale e sulle modifiche al credito d’imposta previste nell’ambito del Piano Transizione 5.0, e coglie l’occasione per portare all’attenzione delle istituzioni la prospettiva delle piccole e medie imprese del settore.
Il comparto degli scatolifici è composto in larga prevalenza da PMI che negli ultimi anni hanno accolto con favore gli strumenti messi a disposizione dal Piano Transizione 5.0, vedendovi un’opportunità concreta per accelerare i propri percorsi di innovazione tecnologica e di sostenibilità ambientale. Molte associate avevano già avviato la pianificazione – e in diversi casi la realizzazione – di investimenti in beni materiali e immateriali, inclusi impianti per la generazione di energia rinnovabile, contando su un quadro normativo definito e su rassicurazioni istituzionali ricevute nel corso dei mesi precedenti.
Andrea Mecarozzi Presidente dell’Associazione dichiara:
“È importante che nel disegno degli strumenti di agevolazione venga sempre tenuta in debita considerazione la dimensione delle imprese beneficiarie. Un sistema di incentivi efficace per il Paese deve essere accessibile e proporzionato per tutte le imprese, non solo per le più grandi: le PMI manifatturiere sono parte integrante di filiere strategiche e il loro contributo alla tenuta del sistema produttivo nazionale non può essere dato per scontato.
Confidiamo che, nel prosieguo dell’iter parlamentare, si adottino soluzioni atte a garantire la continuità degli investimenti programmati e a salvaguardare l’efficacia delle misure di sostegno per le PMI, tutelando così il rapporto di fiducia tra imprese e Istituzioni. Siamo disponibili a contribuire al confronto istituzionale con dati e testimonianze dirette dal settore, nella convinzione che politiche industriali solide nascano dall’ascolto di chi ogni giorno fa impresa sul territorio.”
