Giappone, entra in vigore attesa legge su affido condiviso
Roma, 1 apr. (askanews) – E’ entrata in vigore oggi in Giappone la legge rivista che consente, dopo il divorzio, l’affidamento congiunto dei figli, con l’obiettivo di permettere a entrambi i genitori di continuare a svolgere un ruolo nella loro crescita in un contesto di modelli familiari sempre più diversificati.
Si tratta della prima modifica della normativa sull’affidamento dal 1947. Il codice civile giapponese permette ora ai genitori divorziati di scegliere tra affido esclusivo e affido congiunto, superando il sistema precedente che consentiva l’affidamento a un solo genitore. La nuova legge può essere applicata retroattivamente anche a persone che hanno già divorziato.
La riforma arriva anche sullo sfondo delle critiche internazionali rivolte al Giappone per i tanti casi di sottrazione dei figli da parte di coniugi giapponesi nei confronti di partner stranieri, con conseguente difficoltà per questi ultimi a mantenere rapporti con i figli.
I sostenitori dell’affidamento congiunto ritengono che il nuovo sistema permetta a entrambi i genitori divorziati di partecipare all’educazione dei figli e che allinei il Giappone agli standard adottati in altri paesi. I critici, invece, esprimono preoccupazione per la tutela delle vittime di abusi o violenze domestiche.
La riforma introduce anche nuove misure contro il mancato pagamento del mantenimento, tra cui versamenti provvisori di 20mila yen (110 euro) al mese per ogni figlio nel caso in cui non venga raggiunto un accordo al momento del divorzio.
In linea generale, saranno i genitori a decidere se optare per l’affidamento esclusivo o congiunto, ma in caso di disaccordo interverrà il tribunale di famiglia per stabilire le modalità dell’affidamento.
Nei casi in cui vi sia il sospetto di violenza domestica o abusi da parte di uno dei genitori, l’altro otterrà l’affidamento esclusivo. Restano però dubbi sulla capacità dei tribunali di famiglia di valutare correttamente queste situazioni, dal momento che non sempre esistono prove disponibili delle violenze.
Per rispondere a queste preoccupazioni, durante l’esame parlamentare è stata aggiunta una clausola che richiama la necessità di adottare misure per “confermare la reale volontà” di ciascun genitore.
Nel regime di affido congiunto, entrambi i genitori dovranno in generale raggiungere un accordo sulle questioni importanti, mentre ciò non sarà necessario per gli aspetti quotidiani, come i pasti e le attività extrascolastiche, né nelle situazioni di emergenza.
Per affrontare il problema crescente del mancato versamento del mantenimento, la riforma introduce inoltre un privilegio legale che consente a un genitore di rivalersi con priorità sui beni dell’altro, anche senza mediazione del tribunale di famiglia. L’importo massimo è fissato a 80mila yen (437 euro) al mese per figlio.
Secondo i dati del ministero della Giustizia giapponese, nel 2021 i minori con genitori divorziati erano circa 180mila.

