Vietnam: prima partecipazione alla Biennale Arte di Venezia
Roma, 1 apr. – Alla sua prima partecipazione alla Biennale Arte di Venezia, il Vietnam presenta il proprio Padiglione nazionale negli spazi di Ca’ Faccanon, articolando il tema Vietnam: Art in Global Flow come riflessione sulla possibilità di costruire forme di convivenza sostenibile in un contesto globale attraversato da tensioni.
All’interno di questo quadro si inserisce la ricerca di Le Huu Hieu, artista la cui pratica si sviluppa a partire da un dialogo tra tradizione, memoria culturale e linguaggi contemporanei. La sua traiettoria espositiva comprende, tra le altre, mostre personali presso il Museo delle Belle Arti del Vietnam (2014) e Tesa 99 all’Arsenale Nord di Venezia (2021), oltre alla partecipazione alla XI Florence Biennale (2017) e a contesti internazionali come la Miami Art Fair Week (2016). Nel 2025 è stato inoltre riconosciuto come “artista pioniere nel percorso del patrimonio UNESCO”.
Con l’installazione Tam (Baco da seta) (9 maggio – 22 novembre 2026), Hieu propone un dispositivo ambientale che si sottrae a una rappresentazione diretta del conflitto, privilegiando invece una costruzione stratificata di segni, materiali e riferimenti simbolici legati alla cultura vietnamita. Elementi architettonici, scultorei e pittorici concorrono a generare uno spazio esperienziale non lineare, in cui la dimensione quotidiana, spirituale e comunitaria emerge per accumulo e risonanza.
In questa prospettiva, il conflitto non viene tematizzato come evento traumatico isolato, ma assorbito in una visione più ampia, regolata da principi di equilibrio e interdipendenza. L’opera restituisce così un’idea di pace intesa non come negazione della tensione, bensì come processo dinamico fondato sulla coesistenza degli opposti. Il Padiglione vietnamita si configura, in tal senso, come uno spazio di mediazione culturale, capace di proporre una riflessione sul vivere insieme che muove dalla vita, più che dallo scontro.
