Cogne, passaggio di testimone al timone dello storico Café
Il Café de Cogne oggi
ATTUALITA'
di Erika David  
il 06/04/2026

Cogne, passaggio di testimone al timone dello storico Café

Il Café de Cogne chiude, l’iconico bar sulla piazza cambia titolare dopo 80 anni di gestione familiare; martedì 7 aprile l’aperitivo per salutate gli amici

Passaggio di testimone al timone del Café de Cogne.

Dopo 80 anni la linea familiare Perret-Vassoney si interrompe e la gestione dello storico locale della piazzetta di via Bourgeois, nel cuore di Cogne, passa di mano.

«Una decisione ponderata»

«Una decisione ponderata» spiega Ezio Vassoney, titolare del bar tavola calda dal 1994, ma cresciuto tra bancone e tavolini di un locale che era stato gestito già dalla mamma e, prima ancora, dal nonno.

«I miei figli hanno preso altre strade. Gestire un locale è sempre più difficile, anche per i problemi nel trovare il personale: i giovani non hanno più voglia di lavorare la domenica o nei giorni festivi, ma questo lavoro è così» .

«Dare in affitto il locale è la decisione più giusta per me in questo momento: non mi sono mai goduto la vita e adesso è arrivato il momento di viverla».

Una storia familiare lunga 80 anni

Fondato tra il 1928 e il 1929 dalla famiglia Burzio, nel 1946 il Café de Cogne passa di proprietà a Giuseppe Perret, che lo gestisce fino al 1971, quando subentra la figlia, Maria.

Insieme a lei inizia a lavorare il figlio Ezio che diventa titolare a tutti gli effetti dal 1994: 80 anni di storia familiare che arriva al capitolo finale per riaprirne uno nuovo, a partire da fine maggio/inizio giugno con Davide Gérard.

Il Café de Cogne nell’agosto 1929

Com’è cambiato andare al bar

Punto di ritrovo per trascorrere qualche ora insieme, “bevendo un colpo” con gli amici, il Café de Cogne si è trasformato con gli anni, cercando di restare al passo con le nuove tendenze e, soprattutto, con i cambiamenti negli stili di vita.

«Dopo il Covid è cambiato tutto – riflette Vassoney -. Prima si veniva al bar come passatempo: era un luogo di ritrovo, le persone si prendevano del tempo sapendo che qualcuno lo avrebbero sicuramente incontrato».

«Con il Covid il distanziamento imposto per evitare il contagio è diventato una distanza che è rimasta nella testa delle persone».

«Negli ultimi anni si è sviluppata maggiormente la parte di ristorazione, durante la pausa pranzo: si mangia di corsa e si torna al lavoro».

Le crêpes, specialità della casa

Oltre alla caffetteria normale, ai piatti veloci e ai panini, al Café de Cogne si andava soprattutto per le crêpes.

«Dopo la ristrutturazione del locale, nel 2011, ho iniziato a farle, dolci e salate, ed è rimasta un po’ la nostra caratteristica».

Ezio Vassoney e il suo staff: Giacomo, Julie, Claire e Valentina

Il “Caso Cogne”, il papa e Chicco Pellegrino

Tra le tappe più significative vissute dietro al bancone del suo locale, dove i segreti del mestiere si tramandano di generazione in generazione e il consiglio più importante che Maria ha dato al figlio è stato «il cliente ha sempre ha sempre ragione, o almeno bisogna farglielo credere», Ezio Vassoney ricorda, inevitabilmente la triste ribalta mondiale che Cogne conobbe per il caso del piccolo Samuele e l’assalto di giornalisti e curiosi «che per anni ci hanno assillato. Un’attenzione mediatica quasi fastidiosa, ma che ha portato il nome di Cogne in tutto il mondo».

«Altri momenti importanti sono stati la visita di papa Giovanni Paolo II che ha celebrato la messa sul prato di Sant’Orso, e le gare di Coppa del Mondo di sci nordico con la vittoria dei nostri Chicco Pellegrino e Francesco De Fabiani: una festa enorme. Sono le giornate in cui mi ricordo di aver lavorato di più in assoluto».

E adesso?

«Adesso finalmente potrò dedicarmi alla manutenzione della mia casa, che ho sempre trascurato, e alle passeggiate in montagna».

L’aperitivo di commiato

Per salutare amici e clienti affezionati, Ezio Vassoney aspetta tutti martedì 7 aprile, dalle 17, per un aperitivo in compagnia.

Il locale riaprirà tra fine maggio e inizio giugno e dietro il banco ci saranno Davide Gerard, che termina l’esperienza con la pizzeria Al Tarabas, e il suo staff.

(erika david)