Iran, continuano gli attacchi. Martedì scade (l’ennesimo) ultimatum di Trump
Roma, 6 apr. (askanews) – Israele e Iran hanno continuato a scambiarsi attacchi nelle prime ore di oggi, all’indomani dell’ultimo ultimatum del presidente Usa Donald Trump a Teheran perché ponga fine al blocco dello stretto di Hormuz o affronti raid contro centrali elettriche e altre infrastrutture civili.
Trump, apparentemente rafforzato dal salvataggio nel fine settimana di un aviere americano in Iran, ha dichiarato ieri a Fox News di ritenere possibile un accordo con Teheran entro oggi, ma ha anche affermato di stare “valutando di far saltare tutto” e di prendere il controllo del petrolio iraniano nel caso in cui la Repubblica islamica non collabori.
Il presidente Usa ha inoltre pubblicato sui social un messaggio dai toni durissimi, minacciando di bombardare centrali elettriche e ponti domani, martedì, se l’Iran non riaprirà lo stretto, snodo fondamentale per il trasporto mondiale di petrolio e gas. In un secondo messaggio ha poi scritto soltanto: “Martedì, 20.00 pm Eastern Time!” (le 2 di notte di mercoledì in Italia), senza fornire ulteriori spiegazioni. In passato Trump aveva già fissato scadenze analoghe sull’apertura di Hormuz, rinviandole poi successivamente.
Da Teheran, il viceministro degli Esteri per gli Affari giuridici e internazionali Kazem Gharibabadi ha sostenuto in un post sui social che la minaccia di colpire centrali e ponti costituirebbe un crimine di guerra. L’Iran ha a sua volta minacciato di intensificare gli attacchi contro infrastrutture critiche in Israele e negli Stati del Golfo alleati degli Stati uniti.
Un’ulteriore escalation, secondo il testo, potrebbe esporre milioni di civili in tutta la regione a rischi crescenti e aggravare le preoccupazioni per l’economia globale, già scossa dal rialzo dei prezzi dell’energia dall’inizio della guerra, a fine febbraio.
Kuwait ed Emirati arabi uniti hanno riferito oggi di tentativi di attacchi con missili e droni. In Israele, i servizi di emergenza hanno reso noto che sei persone sono rimaste ferite, una delle quali in modo grave, a Tel Aviv, Haifa e Petah Tikva in seguito agli attacchi missilistici. L’esercito israeliano ha dichiarato inoltre di stare intercettando missili lanciati dall’Iran e di avere completato una nuova ondata di attacchi su Teheran, senza precisarne gli obiettivi.
Secondo i media di Stato iraniani, Israele avrebbe colpito anche la Sharif University of Technology, uno dei più importanti atenei del Paese. Le autorità municipali di Teheran, citate dagli stessi media, hanno aggiunto che è stata attaccata anche la struttura che fornisce gas all’università.
Sul fronte energetico, otto membri del gruppo Opec+ hanno espresso ieri preoccupazione per l’impatto della guerra sulle forniture mondiali di petrolio e sulle infrastrutture energetiche della regione. “Ripristinare pienamente la capacità degli asset energetici danneggiati è costoso e richiede molto tempo”, si legge nella dichiarazione, che avverte di una ripresa lenta dopo la guerra.
