Per ‘campo largo’ Meloni arranca: “Tra poco tocca a noi”
Roma, 9 apr. (askanews) – Erano pronti a qualche colpo di teatro, nel campo largo, la scelta di Giorgia Meloni di presentarsi in aula per un’informativa era stata letta come l’annuncio di una controffensiva della premier – che poteva prendere la forma di un’accelerazione verso il voto o quella di un rilancio politico – ma i leader del centrosinistra sono rimasti sorpresi quando hanno ascoltato quei 50 minuti di intervento. La conclusione è comune: la Meloni è in affanno, “ha perso il tocco”, come dice più di un parlamentare e l’unica incognita sarà capire se davvero riuscirà a tirare avanti fino alla fine della legislatura con un quadro economico e internazionale come questo. La vittoria alle politiche adesso comincia a sembrare un’ipotesi concreta e in qualche modo lo dicono in tanti.
“Lei ha fallito presidente – dice Elly Schlein in aula – toccherà a noi dare all’Italia un futuro migliore”. La segretaria Pd calca la mano sui mancati risultati del governo: “Che occasione storica che ha sprecato, presidente, di cambiare questo paese. Avevate i numeri per fare tutto e non avete fatto nulla per cambiare la vita degli italiani”. Soprattutto, aggiunge chiacchierando con i cronisti, “ha chiesto lei di fare l’informativa con la diretta tv, uno si poteva aspettare un rilancio”. Invece “niente, ha ripetuto il solito repertorio”.
Giuseppe Conte accusa la premier di avere la “faccia tosta”, definisce “ignobile la subalternità” a Donald Trump e poi, anche lui, assicura: “Quattro anni, zero riforme. La manderemo a casa con gli italiani, perché gli italiani non ne possono più delle sue menzogne”. Per Angelo Bonelli, Avs, la premier “oggi ha fatto il discorso del suo declino. Ha detto di non dimettersi ma ha fatto il discorso di apertura della sua campagna elettorale”.
Ancora più perentorio Matteo Renzi: “Il governo-Vinavil ha una data di scadenza molto chiara. Tra poco tocca, ritocca a noi”. Conversando con i cronisti aggiunge: “Con la sconfitta al referendum è entrata in un loop da cui fa fatica a uscire. E noi non dobbiamo fare l’errore di aiutarla ad uscirneà”. Il leader di Iv è certo che la Meloni abbia imboccato un sentiero in discesa: “E’ in difficoltà, cosa si inventa? La ripartenza? E su cosa?”.
C’è quasi incredulità di fronte ad un intervento della premier che è sembrato quasi di routine, senza guizzi, la riproposizione di un copione “stantio” come lo definisce un parlamentare Pd. Riccardo Magi, Più Europa, afferma: “Questa giornata sancito lo stato di crisi irreversibile del governo. Quanto riusciranno ad andare avanti non so. Tutti abbiamo sensazione di grande nervosismo, di un rilancio non riuscito”. Ed è vero che la Meloni ha detto di voler andare avanti fino alla fine, ma qualcuno dubita che ci possa riuscire davvero. “Tutti sanno che non è scontato”, aggiunge Magi. Renzi la vede diversamente, il leader Iv non esclude che la premier voglia arrivare proprio a settembre-ottobre 2027.
Di sicuro i leader del centrosinistra hanno avuto modo di fare subito qualche riflessione insieme. Prima Schlein con Conte, nella sala fumatori della Camera, poi la leader Pd ha chiacchierato con Riccardo Magi e, quindi, con Nicola Fratoianni. Il leader di Sinistra italiana, quindi, si è seduto con Conte su un divanetto in Transatlantico, dove sono stati raggiunti anche da Angelo Bonelli.
Nessuno, almeno in pubblico, è tornato sull’argomento primarie. Solo Renzi lo ha fatto, con i giornalisti, per dire che “sbagliano i miei alleati a temerle. Se facciamo le primarie sia che vinca la Schlein o che vinca Conte, i due che possono vincere, un minuto dopo si cancella tutto, le primarie danno una spinta formidabile”. Di certo il leader M5s non ha gradito troppo che la Meloni abbia scelto la Schlein come interlocutore durante il suo intervento di oggi, citandola due volte: “Meloni si può rassegnare. Qualsiasi decisione prenderemo non sarà certo lei che deciderà il leader del campo progressista”.
