Prandini (Coldiretti): Governo spinga Ue ad agire contro crisi
Roma, 9 apr. (askanews) – “In questo momento storico, il governo italiano si deve impegnare ancora di più in un’interlocuzione forte per spingere le istituzioni europee a fare delle politiche di carattere comunitario. E’ impensabile che un singolo paese possa affrontare una crisi del genere, dobbiamo purtroppo riavvolgere il nastro e ricordarci quello che avvenne durante il periodo del COVID: vanno trovate risorse che siano ripartite ripeto in modo uguale per tutti gli Stati membri, sostenendo in primis le attività economiche”. Lo ha detto il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, nel punto stampa a margine della mobilitazione della confederazione agricola a Policoro.
“Non ci possiamo assolutamente né dimenticare della situazione drammatica che stanno vivendo le famiglie: l’aumento dei costi della vita impatterà in modo significativo e questo riguarda anche il comparto agricolo agroalimentare – ha ricordato – perché noi stiamo avendo dei rincari che nemmeno nell’inizio dello scontro bellico fra la Russia e l’Ucraina avevamo avuto”.
I rischi più gravi riguardano l’approvvigionamento di prodotti come il gasolio o il fertilizzante, con aumenti di oltre il 100% “rispetto a quello che pagavamo fino a qualche settimana fa, ma il rischio vero sarà la disponibilità nel prodotto nell’arco di qualche settimana”, ha avvertito.
Poi c’è il tema dei cambiamenti climatici, il tema dell’acqua: l’agricoltura necessita di acqua e quando non c’è acqua non riesce a produrre le eccellenze che oggi il mondo ci invidia; a fronte di tutto questo deve intervenire nuovamente l’Europa con misure a sostegno di carattere assicurativo”.
“Io penso che in questo momento noi abbiamo già un calcolo approssimativo che andrà a impattare per 200 euro in più a ettaro in termini di costi per i nostri imprenditori, ma siamo solo all’inizio”.
Prandini ha sottolineato che il settore è in un momento in cui si trova di fronte alla “impossibilità di pianificare quelli che sono i bisogni dei settori produttivi” e si potrebbe verificare una “preoccupazione significativa legata alla disponibilità del prodotto in tutto il comparto, ad esempio dei fertilizzanti”.
