Artemis II verso il rientro, conto alla rovescia per l’ammaraggio
Centro spaziale Kennedy (Florida), 10 apr. (askanews) – Dieci giorni nello spazio, il primo volo umano intorno alla Luna dai tempi di Apollo 17, un record di distanza dalla Terra già battuto. Ma per la NASA il momento decisivo arriva adesso: il rientro. Artemis II è attesa all’ammaraggio nel Pacifico, al largo di San Diego, venerdì 10 aprile alle 17:07 locali, cioè alle 2:07 di sabato 11 aprile in Italia. Dopo il recupero, gli astronauti saranno portati sulla nave USS John P. Murtha per i controlli medici.
A bordo della capsula Orion ci sono Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e il canadese Jeremy Hansen. Nei giorni scorsi l’equipaggio ha sorvolato la Luna, ha raccolto dati utili per le prossime missioni e ha inviato immagini della Terra e della superficie lunare che hanno fatto il giro del mondo. Nel punto di massimo avvicinamento, Orion è passata a poco più di quattromila miglia dalla superficie lunare.
“Una delle cose più impressionanti – dice il comandante della missione Reid Wiseman – è che noi quattro abbiamo guardato la Luna per tutta la vita, e ora reagiamo a quello che vediamo dal finestrino come bambini: non riusciamo a smettere di guardarla. È straordinario. Grazie per questo privilegio”.
Ma alla NASA frenano ogni trionfalismo. I dirigenti dell’agenzia ripetono che questa resta una missione di prova e che il successo si potrà dichiarare solo quando i quattro astronauti saranno fuori dalla capsula e al sicuro. Il motivo è noto: il rientro concentra i rischi maggiori. Durante Artemis I, il test senza equipaggio del 2022, lo scudo termico aveva mostrato un comportamento inatteso in fase di rientro. Per Artemis II la traiettoria è stata modificata e la NASA afferma di avere fiducia nel sistema, nei paracadute e nelle procedure di recupero.
“Parte del nostro spirito di squadra e dei nostri valori, fin dall’inizio, è stata l’idea che questa sia una staffetta – dice Christina Koch, a bordo dell’Artemis II -. Abbiamo perfino comprato dei testimoni per rappresentarla concretamente. Vogliamo consegnarli al prossimo equipaggio. Ogni singola cosa che facciamo la facciamo pensando a loro”.
È questo, in fondo, il senso della missione: aprire la strada al ritorno dell’uomo sulla Luna. Adesso l’attenzione è tutta sul rientro e sull’ammaraggio.

