Geopolitica e sfide globali: al Festival di Venezia l’Europa si interroga su riarmo
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il 10/04/2026

Geopolitica e sfide globali: al Festival di Venezia l’Europa si interroga su riarmo

Roma, 10 apr. – Il Festival Internazionale della Geopolitica Europea è entrato nel vivo presso il Museo del ’900 (M9) di Mestre con una serie di riflessioni serrate sul futuro del continente e sulla crescente fragilità degli equilibri internazionali. Ad aprire i lavori è stato l’analista Arduino Paniccia, che ha delineato un quadro rigoroso delle strategie militari attuali, definendo la guerra come una “nuova normalità” in un sistema globale dove il peso delle potenze è ormai dettato esclusivamente da armamenti, demografia e capacità nucleare. Secondo Paniccia, l’Europa resta una potenza di secondo livello e può ambire a un futuro solo attraverso un’unione reale che elimini il sistema dei veti, indicando in Italia e Germania le nazioni chiamate a guidare un necessario processo di riarmo per non soccombere alle pressioni esterne. Sulle tensioni in Medio Oriente è intervenuto il direttore de Il Gazzettino, Roberto Papetti, che ha analizzato le complessità del dossier iraniano e le difficoltà dell’amministrazione Trump nel gestire lo Stretto di Hormuz, diventato improvvisamente un’arma economica micidiale. Papetti ha evidenziato come il secondo mandato di Donald Trump si trovi oggi di fronte a un bivio strategico, stretto tra le promesse elettorali sul mantenimento dei prezzi del carburante e la necessità di gestire un’opinione pubblica americana sempre più determinante. La sessione pomeridiana, moderata dalla giornalista Eleonora Lorusso, ha spostato il focus sulla “Geopolitica sui banchi di scuola”, trasformando l’Auditorium “Cesare de Michelis” in un laboratorio di idee dove l’assessore regionale Valeria Mantovan ha ribadito l’urgenza di integrare l’analisi degli scenari globali nei percorsi didattici per sviluppare il pensiero critico dei giovani e proteggerli dai modelli tossici dei social media. L’importanza della dimensione internazionale è stata confermata dalla testimonianza dello studente Luca Pesciallo e dagli interventi di Veronica Guagliumi e Valentina Pagliai, che hanno sottolineato come il programma Erasmus+ e l’accesso inclusivo alla cultura siano strumenti indispensabili per tradurre i diritti in opportunità concrete. In chiusura di giornata, il panel moderato da Domitilla Savignoni, con la partecipazione di esperti quali Matteo Legrenzi e Gianluca Pastori, insieme al senatore canadese Tony Loffreda e all’ambasciatore Roberto Nigido, ha acceso i riflettori sul debito record di 38 trilioni di dollari degli Stati Uniti e sui rischi dell’isolazionismo. Il dibattito ha evidenziato come l’Europa rimanga il soggetto più vulnerabile di fronte alla politica dei dazi e all’instabilità energetica, concludendo con un appello unanime alla cooperazione multilaterale e al rinvigorimento dell’asse transatlantico per evitare una deriva di instabilità permanente che favorirebbe solo i competitor sistemici dell’Occidente.

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