Iran, Londra: accordo sostenibile e duraturo deve includere il Libano
Londra, 10 apr. (askanews) – Il Regno Unito rivendica una linea autonoma nella crisi mediorientale e prende le distanze da un coinvolgimento diretto nelle operazioni offensive. Parlando all’Easter Banquet ospitato dalla Lady Mayor della City di Londra, la ministra degli Esteri Yvette Cooper ha detto che Londra ha “imparato la lezione” della guerra in Iraq e ha ribadito che un cessate il fuoco stabile deve comprendere anche il Libano. Le sue parole arrivano mentre il premier Keir Starmer insiste sulla necessità di riaprire davvero lo stretto di Hormuz e definisce “sbagliati” i raid israeliani in Libano.
“Abbiamo imparato le lezioni del passato recente, soprattutto dell’Iraq – afferma Cooper – Qualunque sia la pressione di altre parti o di altri Paesi, non riteniamo giusto delegare ad altri la nostra politica estera. È questo che giustamente i cittadini britannici devono aspettarsi dai loro leader: decisioni indipendenti, prese in base all’interesse nazionale del Regno Unito e ai valori del Regno Unito. Per questo non abbiamo preso parte ad azioni offensive”.
“C’è ancora molto lavoro da fare – prosegue – per costruire un accordo sostenibile che garantisca sicurezza alla regione, e voglio dirlo con chiarezza: deve includere il Libano. L’escalation dei raid aerei israeliani ieri in Libano ha provocato gravi danni. Per le conseguenze umanitarie di questo conflitto, con centinaia di migliaia di sfollati e centinaia di morti, ma anche per le prospettive di sicurezza della regione, per il popolo libanese e anche per quello israeliano. Un accordo di pace duraturo in Medio Oriente non sarà possibile se la crisi in Libano continuerà”.
“È la terza volta in sei anni che eventi internazionali provocano onde d’urto economiche in tutto il mondo e colpiscono anche il Regno Unito. La pandemia di Covid. L’invasione dell’Ucraina. E ora il conflitto con l’Iran. Instabilità e volatilità stanno diventando sempre più croniche, e la turbolenza è ormai la nuova normalità. Sicurezza nazionale e prosperità economica sono sempre più intrecciate. La nuova realtà che affrontiamo non è cominciata con la guerra con l’Iran e non finirà con la riapertura dello stretto”, conclude la ministra.

