Gaierhof festeggia 50 anni al Vinitaly tra famiglia e vini simbolo
Milano, 13 apr. (askanews) – Gaierhof arriva al Vinitaly 2026 nel segno dei 50 anni di attività e lega la presenza alla fiera al racconto di una storia familiare che attraversa mezzo secolo di vino trentino. Alla 58esima edizione della manifestazione la Cantina porterà a Verona i propri vini più rappresentativi, dal Moscato Giallo al Trentodoc “Siris” fino alla nuova linea “Loal”, affiancando alla proposta in degustazione il bilancio di un percorso oggi nelle mani di tre sorelle: Romina, Valentina e Martina Togn.
La storia di Gaierhof comincia con Luigi Togn, tra i protagonisti della viticoltura trentina moderna, capace di contribuire negli anni alla diffusione dei vini del territorio ben oltre i confini regionali, arrivando presto anche sui mercati europei e statunitensi. Accanto a lui, la moglie Marisa che ha avuto un ruolo centrale nella crescita della Cantina.
“Festeggiare cinquant’anni di Gaierhof significa guardare con gratitudine al percorso che ci ha portato fin qui” hanno dichiarato le sorelle, ricordando che “è una storia fatta di famiglia e di un solido team di lavoro: l’enologo Goffredo Pasolli, il direttore commerciale Giulio Pedron e le 80 famiglie di conferitori delle migliori uve della nostra terra che hanno stretto con noi fino dagli esordi un rapporto di solida fiducia reciproca. Ogni vendemmia è stata un passo in avanti con gli stessi valori: rispetto per il territorio, flessibilità davanti alle sfide del mercato, costante qualità e affidabilità nel rapporto con il cliente”.
Il traguardo dei 50 anni viene così presentato come un passaggio che tiene insieme continuità familiare e sviluppo aziendale. La partecipazione al Vinitaly diventa, in questa chiave, l’occasione per riportare al centro non solo i vini che hanno segnato la storia della Cantina ma anche il lavoro costruito nel tempo con i conferitori e con il team interno.
“Questo anniversario ci rende orgogliose e allo stesso tempo consapevoli della responsabilità di custodire una storia che appartiene alla nostra famiglia e al nostro territorio” hanno aggiunto le Togn, rimarcando che “la tradizione per noi è un punto di partenza, non un limite: significa continuare a innovare, a sperimentare e a crescere mantenendo intatta l’identità che ci è stata trasmessa”.
