Iran, attacco Trump al Papa, insorge la politica. Meloni: inaccettabile
Roma, 13 apr. (askanews) – L’attacco del presidente statunitense Donald Trump a papa Leone XIV (definito “un debole” e “pessimo in politica estera”) risveglia più che in altre occasioni l’orgoglio della politica italiana, tradizionalmente piuttosto legata al Vaticano, ma non manca di suscitare tensioni fra la maggioranza che sorregge il governo di Giorgia Meloni e le opposizioni. Un fuoco di fila di dichiarazioni del centrosinistra, che accusano la presidente del Consiglio di non volersi inimicare l’inquilino della Casa Bianca, forse non è estraneo alla precisazione che nella seconda parte della giornata la stessa premier diffonde, definendo “inaccettabili” le parole di Trump.
Pur senza citare Trump, non è senza enfasi che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, enfatizza, in occasione del viaggio apostolico in Africa, il valore del “forte richiamo alla pace” lanciato dal pontefice, “così urgente in tempi tanto tribolati”. “Sono certo che nessuno potrà rimanere indifferente rispetto a questi solenni appelli”, scrive il capo dello Stato. Anche Meloni si attiene al messaggio istituzionale di prammatica alla partenza di Leone XIV, pur segnando una evidente distanza dai toni del capo del movimento MAGA: “Possa il ministero del Santo Padre favorire la composizione dei conflitti e il ritorno della pace, interna e tra le nazioni, nel solco del percorso tracciato dai suoi predecessori”, scrive la premier italiana. “Deferente pensiero” e “profonda gratitudine a Papa Leone XIV” li esprime il presidente del Senato, Ignazio La Russa “per il suo continuo richiamo alla pace”. Per il presidente della Camera, Lorenzo Fontana “i suoi forti appelli, che ho ricordato in diverse occasioni, anche ieri, sono un riferimento prezioso e richiamano tutti a un’assunzione di responsabilità, affinché il dialogo possa sempre prevalere”.
Ad aprire il fuoco per primo, in mattinata, sul Governo, è Matteo Renzi, leader di Italia viva: “Tajani è ancora a Cologno Monzese a rapporto in azienda o può dire qualcosa? Salvini potrà mai ritrovare la favella?”. La segretaria del Pd, Elly Schlein, in una nota esprime “solidarietà” al pontefice, poi nel pomeriggio, aprendo la direzione del partito, aggiunge il richiamo alla politica: “Mi aspetto che ciascuno si assuma le proprie responsabilità e condanni gli attacchi di Trump”. Sarcastico il presidente M5S, Giuseppe Conte: “La premier Meloni, ‘madre, cristiana’, ancora non si è schierata. Forse – accusa – anche qui ‘non condanna e non condivide’, come sugli attacchi in Iran”.
Le repliche non tardano, in realtà: il leader di Forza Italia Antonio Tajani non prende di petto il presidente Usa ma esalta il ruolo del papa, “uomo forte, coraggioso, che difende i valori fondamentali della fede cristiana e difende, perché è il suo dovere farlo, la pace nel mondo”. Più diretto il suo collega vicepremier Matteo Salvini, segretario della Lega: “Se c’è una persona che si sta spendendo per la pace è Papa Leone e quindi attaccarlo non mi sembra cosa intelligente e utile da fare”. Le parole di Trump, in effetti, destano inquietudine anche nel centrodestra. L’eurodeputato di FdI Nicola Procaccini dichiara il suo “sconcerto” e ribadisce la sua “vicinanza ideale” al papa. Il leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi, parla di “inopportune parole del presidente Trump”. Da Forza Italia si fa sentire Stefania Craxi, presidente dei senatori azzurri: “Restiamo sgomenti – afferma – di fronte agli attacchi rivolti al Pontefice, al quale esprimiamo piena e convinta solidarietà”. A suo giudizio “non comprendere i compiti di una autorità religiosa e le basi su cui muove appelli e valutazioni, significa porsi fuori dalla storia e dal senso profondo del momento che stiamo vivendo”.
Chiude il cerchio la puntualizzazione di Giorgia Meloni, che rivendica la sua coerenza ma nella nota pomeridiana cita esplicitamente l’alleato statunitense: “Pensavo – scrive la premier – che il senso della mia dichiarazione di questa mattina fosse chiaro, ma lo ribadisco con maggiore chiarezza. Trovo inaccettabili le parole del presidente Trump nei confronti del Santo Padre. Il Papa è il capo della Chiesa Cattolica, ed è giusto e normale che invochi la pace e che condanni ogni forma di guerra”. Insomma, a ciascuno il suo, come recita il motto visibile sulla prima pagina dell’Osservatore romano, quotidiano della Santa Sede.
