Krumiri Rossi: da azienda familiare ai piani globali di Compagnia del Gusto
Milano, 13 apr. (askanews) – La scatola di metallo rossa che ne custodisce l’aroma, la forma ispirata ai “baffi a manubrio” del re Vittorio Emanuele II, scomparso nel 1878, anno della loro invenzione, e il legame simbiotico con Casale Monferrato, dove il loro profumo ancora oggi invade le vie del centro. I Krumiri Rossi sono più di un biscotto. E oggi inaugurano un nuovo capitolo dei loro 150 anni di storia. Lo storico marchio casalese, in mano alla famiglia Portinaro dal 1953, passa al 100% alla Compagnia del gusto, la holding della famiglia Cosulich, focalizzata sulla produzione e commercializzazione di prodotti enogastronomici premium.
“Il nostro progetto abbraccia varie merceologie del food and wine. Per quanto riguarda il cibo cerchiamo icone dell’alimentare artigianale italiano e in particolare marchi super premium o ultra premium – ha raccontato ad askanews Ettore Nicoletto, Ceo di Compagnia del gusto holding e advisor strategico – Quando abbiamo conosciuto i Krumiri Rossi e la famiglia Portinaro e abbiamo capito che c’era l’apertura a cedere il testimone e accompagnare in modo indolore la transizione, ci siamo fatti avanti”. La trattativa è durata “qualche mese”, ha spiegato Nicoletto che ha parlato di “un’acquisizione amichevole”, costruita su “un rapporto straordinario con la famiglia Portinaro che ha ceduto convintamente il testimone”.
Ora nei piani della Compagnia del gusto c’è lo sviluppo del marchio sui mercati internazionali, mantenendone il posizionamento. “Krumiri Rossi rientra perfettamente nella nostra progettualità per portare avanti il vessillo di Casale Monferrato e la qualità dei prodotti della famiglia Portinaro – ha spiegato Nicoletto – L’obiettivo è far fare un salto di qualità non solo dimensionale ma anche commerciale, anche all’estero al marchio: vogliamo portare la storia dei Krumiri Rossi sui mercati internazionali, in particolare Usa, Canada e Giappone, facendone un ambasciatore del gusto”.
Non sono stati resi noti i dettagli economici dell’operazione sull’azienda che, a oggi, conta un fatturato “poco sopra i 3 milioni di euro e una decina di dipendenti, con un laboratorio principale nel centro storico di Casale Monferrato e una struttura produttiva sottoutilizzata un po’ fuori Casale”. Sul fronte della governance, si chiude una storia di conduzione familiare durata quasi 150 anni. “La famiglia Portinaro esce definitivamente dal capitale anche se ci sarà un periodo di transizione. Anna Portinaro rimarrà con noi per un periodo sufficiente a garantire la transizione senza scossoni”, mentre a presiedere la società sarà il professore casalese Angelo Miglietta. “Noi – afferma Nicoletto – abbiamo un piano preciso che prevede di non cambiare quello che già funziona e per quanto possiamo constatare finora il business dei Krumiri Rossi specie per il punto vendita di Casale è una macchina oliata che funziona e di questo va dato onore alla signora Anna Portinaro”.
La prima leva che la Compagnia del gusto muoverà sarà quella delle sinergie industriali e commerciali. “Il business dei Krumiri Rossi si inserirà in un gruppo che opera anche con altre merceologie alimentari come i lievitati, non in concorrenza con i krumiri. Sicuramente andremo a sviluppare la distribuzione anche all’estero, inserendo il prodotto in un portfolio più ampio”. Al momento non c’è un piano di investimenti immediati sulla capacità produttiva. “Dobbiamo prendere coscienza degli aspetti produttivi. E’ presto per dirlo, ma se ci saranno degli investimenti da fare ovviamente li faremo”, ha aggiunto Nicoletto che per la parte artigianale di laboratorio non prevede “cambiamenti perchè funziona così come è”.
“Questo business va maneggiato con cura perchè è un prodotto straordinario e noi vogliamo mantenere inalterate immagine e qualità. Poi se ci sarà spazio per crescere valuteremo – ha spiegato – A noi in primis interessa mantenere l’heritage, mantenere la barra dritta sul processo produttivo e sulla maniacalità della famiglia Portinaro nella selezione delle materie prime. Se ci sarà l’opportunità di portarci su volumi più alti, gradualmente e in modo sostenibile, soprattutto dal punto di vista del posizionamento, lo faremo ma con massimo giudizio e attenzione”.
