L’Alto Adige a Vinitaly con 81 produttori tra Uga ed enoturismo
Milano, 13 apr. (askanews) – Il vino dell’Alto Adige si è presentato a Vinitaly 2026 con 81 produttori e due temi al centro della propria presenza: la zonazione e l’enoturismo. A Verona, nello stand collettivo curato dal Consorzio insieme con IDM Alto Adige, il settore ha puntato da un lato sulle 86 unità geografiche aggiuntive riconosciute dal ministero dell’Agricoltura, dall’altro sul rafforzamento dell’offerta turistica legata al vino, soprattutto in bassa stagione e nelle aree fuori dai circuiti più battuti.
Per il comparto altoatesino la manifestazione veronese continua ad avere un peso strategico. “Il mercato italiano, assieme a quello altoatesino, è di gran lunga il più importante per noi, ecco perché la presenza a Vinitaly ha un ruolo fondamentale nel nostro programma annuale”, ha dichiarato il direttore del Consorzio, Eduard Bernhart.
La novità su cui il settore richiama maggiormente l’attenzione è quella della zonazione. “I vini che provengono da queste zone possono riportare sull’etichetta come indicazione geografica aggiuntiva l’unità geografica, Uga, da cui provengono”, ha precisato Bernhart, sottolineando anche il riscontro positivo ricevuto dalla presentazione di una prima ampia selezione di questi vini.
Accanto alla zonazione, il secondo asse della presenza altoatesina a Verona riguarda l’enoturismo. Il lavoro condotto dal Consorzio insieme con IDM punta a costruire una rete territoriale capace di offrire un’esperienza enogastronomica più ampia e articolata, rivolta sia ai residenti sia ai visitatori. L’obiettivo dichiarato è fare dell’Alto Adige una meta enoturistica riconoscibile, non come semplice estensione dell’offerta turistica già esistente, ma come prodotto autonomo, centrato in particolare sulla bassa stagione e su aree geografiche diverse da quelle tradizionalmente più frequentate.
Sul valore di “Vinitaly” come vetrina internazionale si è soffermato anche Thomas Fill, direttore del dipartimento Agrar di IDM Alto Adige. “A Vinitaly si incontrano non solo nomi e celebrità del panorama vitivinicolo italiano ma anche il pubblico specializzato internazionale, desideroso di conoscere le novità del settore”, ha spiegato.
Nel programma della manifestazione è rientrato anche il “Premio Angelo Betti”, assegnato, tra gli altri, il 12 aprile a Franz Graf von Pfeil della Tenuta Kranzelhof. Von Pfeil è stato tra i pionieri dell’Associazione dei Vignaioli dell’Alto Adige ed è stato il presidente alla fondazione. Per questo il riconoscimento è stato letto anche come un omaggio all’associazione nata nel 1999, che riunisce i viticoltori impegnati direttamente nell’intero ciclo produttivo, dalla vigna fino alla commercializzazione del vino.
