Riserva San Massimo: oltre 6000 nuove piante nel Parco del Ticino
Roma, 13 apr. – Riserva San Massimo, da sempre impegnata nella tutela della sostenibilità ambientale, oltre che Sito di Interesse Comunitario nel cuore del Parco del Ticino, conclude in questi giorni la piantumazione di oltre 6.000 nuovi alberi all’interno dei 600 ettari della tenuta. L’obiettivo, come spiega Dino Massignani, direttore della Riserva San Massimo, è rafforzare l’equilibrio naturale di uno degli ecosistemi agricoli più integri del territorio alle porte di Milano.
“Abbiamo scelto di piantare questi alberi in alcune superfici rimaste incolte, trasformandole in nuove aree boschive,” continua. “L’obiettivo è creare nel tempo una nuova superficie che contribuirà a rafforzare l’equilibrio ambientale e ad aumentare la capacità di assorbimento di COâ‚‚. Per celebrare questo momento abbiamo coinvolto chef che da sempre sostengono il progetto e con i quali condividiamo i nostri valori più importanti.”
Tra questi Diego Rossi, Cesare Battisti, Roberto Cerea e molti altri sono chiamati a mettere a dimora ontani, querce e pioppi e prendere parte ad un intervento concreto di compensazione della COâ‚‚, tutela della biodiversità e rigenerazione del suolo. É grazie al loro contributo che nasce il Bosco degli Chef, un’area speciale dove tutti gli chef partner di Riserva San Massimo saranno coinvolti nel corso dell’anno.
Il progetto, che si inserisce tra le iniziative legate alla Giornata Mondiale della Terra, testimonia una filiera consapevole che unisce agricoltura di qualità, tutela del territorio e ristorazione.
Gli chef che prendono parte alla riforestazione del 31 marzo
Il progetto ha visto la partecipazione attiva di numerosi professionisti del mondo dell’alta cucina, grazie ai quali la riforestazione è diventata un simbolo concreto di una filiera che unisce produzione agricola e cucina nel segno della responsabilità ambientale.
Tra i professionisti presenti: Bobo Cerea (Da Vittorio), Enrico Gerli (I Castagni), Raffaele Lenzi (Il Sereno al Lago), Alessio Manzoni (Ferdy Wild), Alessandro Menoncin (Acqua), Christian Milone (Trattoria Zappatori), Fabio Silva (Derby Grill), Cesare Battisti (Ratanà), Francesca Beltrami (La Zucca), Vincenzo Butticè (Il Moro), Tina Cosenza (Teresa dal 1968), Cinzia De Lauri e Sara Nicolosi (Al Tatto), Damiano Dorati (Hosteria La Cave Cantù), Fabrizio Ferrari (La Contrada dei Gatti), Paolo Guarneri (Al Caminetto), Mattia Monzio Compagnoni (Tipico), Guido Paternollo (Pellico 3), Matteo Piccioni (Borgo San Giovanni), Alessandro Proietti Refrigeri (La Coldana), Diego Rossi (Trippa), Andrea Rota (Bolle), Fabio Giacopelli (ALMA).
Nel corso dell’anno saranno coinvolti nell’operazione numerosi altri professionisti. Tutti i nomi degli chef che contribuiranno alla nascita del Bosco degli chef, saranno consultabili sul sito di Riserva San Massimo.
Riserva San Massimo
In Riserva San Massimo, la coltivazione del Riso Carnaroli Classico nasce da un equilibrio delicato tra uomo e natura: acqua sorgiva, concimazioni naturali, rispetto dei cicli vegetativi e salvaguardia dell’habitat di fauna e flora spontanee. A partire dagli anni ‘90 la famiglia Antonello ha iniziato ad occuparsi della Riserva San Massimo nell’ottica di portarla ad essere quello che è oggi, gestendo con passione e rigore l’intera proprietà. Le scelte fatte in questi anni, come ad esempio l’uso di tecniche innovative e naturali di agricoltura bio-integrata, rendono questa oasi un simbolo di eccellenza, una realtà unica sia dal punto di vista ambientale sia della produzione di Carnaroli Autentico, utilizzato nelle cucine di ristoranti di tutto il mondo.
