Toscana, Baroncelli: da Patuelli e Abi attenzione a territorio
Firenze, 13 apr. (askanews) – La presenza del presidente dell’Abi Antonio Patuelli nella sede fiorentina di Confindustria Toscana Centro e Costa rappresenta “un segnale concreto dell’attenzione che il sistema bancario nazionale rivolge ai territori produttivi del Paese”. Lo ha affermato il presidente di Confindustria Toscana Centro e CostaLapo Baroncelli, sottolineando come “questo territorio meriti tutta l’attenzione possibile”.
Un sistema articolato, quello che unisce Firenze, Livorno e Massa Carrara, “tre province, tre storie industriali e tre identità profondamente interconnesse”, capaci di esprimere una ricchezza produttiva complessa. Nell’area fiorentina, ha spiegato Baroncelli, il saper fare tradizionale si misura oggi con sfide moderne che riguardano settori come meccanica, biomedicale e sistema moda, eccellenze globali chiamate a ripensare filiere e competenze. “Non si tratta solo di innovazione di processo – ha osservato – ma di pianificare con uno sguardo di lungo periodo”.
Sulla costa, Livorno “incarna un’anima industriale e logistica imponente”, con il porto al centro di attività che spaziano dalla chimica alla cantieristica, fino alla nautica da diporto, leader mondiale. “Qui la flessibilità del credito non è un optional – ha detto – ma la condizione per sostenere cicli produttivi lunghi e investimenti rilevanti”.
A Carrara e nell’area apuana è invece in corso una fase di transizione, oltre la storica identità del marmo, con nuove prospettive industriali e infrastrutturali legate anche al porto di Marina di Carrara. Un contesto che, secondo Baroncelli, richiede accompagnamento finanziario e visione.
Il filo conduttore resta la sfida della reindustrializzazione, in uno scenario segnato da crisi prolungate, tensioni geopolitiche e trasformazioni delle catene globali del valore. A ciò si aggiunge la doppia transizione ecologica e digitale, che “non ammette ritardi né mezze misure” e impone una revisione profonda di mercati e modelli produttivi.
“Non partiamo da zero – ha rimarcato Baroncelli – ma da un capitale umano e manifatturiero solido. Dobbiamo però puntare su produzioni a maggiore valore aggiunto e rafforzare le filiere”. In questo percorso, il credito assume un ruolo centrale: “Serve un sistema bancario capace di leggere la complessità dei progetti e di guardare al lungo periodo”.
Confindustria Toscana Centro e Costa, insieme alla vicepresidente con delega al credito Francesca Marzi, si propone come ponte tra imprese e sistema finanziario, favorendo dialogo e conoscenza reciproca. “Un sistema bancario che conosce davvero le imprese – ha concluso – è un vantaggio competitivo per tutti, in un circolo virtuoso di crescita, solidità e innovazione”.
