Abodi, Tavecchio auspicava riforma campionati, ma siamo ancora orfani
Roma, 14 apr. (askanews) – “Mi immagino il futuro del calcio nella misura in cui è un lavoro anche più di squadra, ognuno con le proprie responsabilità, che è legato certamente anche alle persone. C’è chi deve interpretare il ruolo di guida o di guide, ma è legato soprattutto alla capacità di avere una visione certa e fare in modo che le cose che devono succedere, succedano. Ne stiamo parlando da tanti anni, troppi anni. Nonostante il consenso, anche negli ambienti federali, non si è riusciti a realizzare quello che sembrava inevitabile. Ricordo che il presidente Tavecchio parlava della riforma dei campionati come la madre di tutte le riforme e qui siamo ancora un po’ orfani”. Così il ministro dello Sport, Andrea Abodi a margine del primo Luiss Sport Forum.
“Ci aspettiamo che il sistema sappia trovare al suo interno la forza, la lucidità e la capacità di mettere insieme interessi diversi facendoli diventare convergenti. Non c’è nulla da aggiungere. Adesso credo che più che alle persone spetti alla realizzazione dei programmi. Prima delle persone in questa fase, che deve essere di riflessione e confronto, ci devono essere le cose che dobbiamo realizzare, ognuno nel proprio ruolo. Quindi il presupposto principale è quello di avere una visione comune. Il secondo presupposto è quello di avere un’adeguata collaborazione”.
