Lutto: è morta Giovanna Rabbia, una vita dedicata ai cavalli e alle persone fragili
Giovanna Rabbia
Lutto
di Erika David  
il 14/04/2026

Lutto: è morta Giovanna Rabbia, una vita dedicata ai cavalli e alle persone fragili

Ricoverata in rianimazione in seguito a un malore, la donna, delegata Fise e presidente dell'Avres VdA, è deceduta questo pomeriggio all'ospedale Parini di Aosta

Il mondo dell’equitazione piange Giovanna Rabbia.

Ricoverata in rianimazione in seguito a un malore, la donna, delegata Fise e presidente dell’Avres VdA, è deceduta questo pomeriggio all’ospedale Parini di Aosta.

La salma sarà portata domani al maneggio di Nus dove sarà allestita la camera ardente, che sarà aperta giovedì dalle 11 alle 20 e venerdì a partire dalle 10. Il rosario sarà recitato giovedì alle 19.15 al maneggio di Nus. Il funerale si svolgerà venerdì alle 14.30.

Giovanna Rabbia: una vita per i cavalli

Nata a Paesana, in provincia di Cuneo, il 18 febbraio 1943 Giovanna Rabbia viveva a Nus con il marito, il pittore Alberto Piccolo.

La sua passione per i cavalli arriva da lontano, dal nonno materno, una passione che ha trasformato negli anni nel proprio percorso di vita.

Frequentando 30 anni fa  il primo corso formativo in riabilitazione equestre a Milano, insieme al dottor Giovanni Voltolin, neuropsichiatra infantile della pediatria di Aosta, Giovanna Rabbia aveva colto l’importanza che l’unione tra le grandi competenze mediche e umane del dottore e le sue competenze tecniche equestri avrebbero potuto offrire a nuove opportunità riabilitative.

Nacque così il Centro equestre di Nus che si dedica in modo particolare alla riabilitazione dei bimbi disabili.

La donna, presidente dell’Avres, l’Associazione valdostana per la riabilitazione equestre e sportiva, per decenni ha inoltre ricoperto incarichi dirigenziali e tecnici all’interno della Fise, Federazione italiana sport equestri, ed era componente attiva del Panathlon Club Valle d’Aosta 1958.

Giovanna Rabbia Piccolo

Chevalière de l’Autonomie

Nel 2025 Giovanna Rabbia fu insignita del titolo di Chevalier de l’Autonomie, in occasione del 79° anniversario dell’Autonomia e il 77° anniversario dello Statuto Speciale della Valle d’Aosta.

«Giovanna Rabbia ha organizzato tutta la sua vita attorno alla promozione e alla difesa dell’inclusività che l’attività equestre può offrire, in particolare ai bambini con difficoltà di natura fisica o psichica» si legge nella motivazione.

«Negli ultimi trent’anni ha profuso numerosi e straordinari sforzi per il Centro di riabilitazione equestre di Nus, da lei fondato per accogliere, curare e sostenere i più fragili; allo stesso tempo si è dedicata anche allo sport paralimpico e olimpico, impegno che le è valso il conferimento della Stella d’Argento Coni al merito sportivo».

Qui l’intervista fatta con Gazzetta Matin in occasione della cerimonia.

Il cordoglio

Giovanna Rabbia lascia il marito Alberto Piccolo e il figlio Andrea.

Immediato il cordoglio del Panathlon Club Valle d’Aosta 1958.

«Profondamente scosso e rattristato, partecipo al dolore della famiglia per il grave lutto della perdita della cara Giovanna, esprimendo i sensi delle più sentite condoglianze e della vicinanza, anche a nome di tutto il Club» scrive il presidente Alberto Jorioz.

Il cordoglio della Fise

La Fise Vda ha espresso cordoglio per la scomparsa di una «Presidente immensa e straordinaria, imprescindibile riferimento da decenni per tutto il movimento equestre valdostano. Con la sua scomparsa, la Valle d’Aosta perde non solo una donna generosa, sempre presente e di straordinaria competenza, ma soprattutto una guida appassionata, instancabile e lungimirante, che ha dedicato la propria vita alla crescita e alla diffusione degli sport equestri sul territorio. Giovanna Rabbia ha coltivato sin da giovane un profondo amore per il cavallo, trasformandolo in una missione personale e professionale. Da oltre trent’anni protagonista del mondo equestre, ha ricoperto ruoli dirigenziali e tecnici all’interno della Federazione, contribuendo in modo determinante allo sviluppo di un movimento che oggi rappresenta un’eccellenza regionale. Sotto la sua guida, l’equitazione valdostana è diventata un punto di riferimento non solo sportivo, ma anche educativo e sociale. Ha sempre creduto nei giovani, considerandoli la linfa vitale del settore, sostenendone la crescita sportiva, professionale e umana con passione, dedizione e una visione inclusiva dello sport».

Il cordoglio della Fise

«Accanto all’impegno agonistico – si legge ancora -, Giovanna Rabbia ha portato avanti con straordinaria sensibilità e competenza il campo della riabilitazione equestre, di cui è stata anche referente nazionale in Fise. In qualità di presidente dell’AVRES Onlus, ha promosso e sviluppato progetti fondamentali per l’inclusione e il benessere delle persone con disabilità, contribuendo alla nascita e alla crescita del centro equestre di Nus, punto di riferimento per tutta la regione. La sua instancabile attività e il suo impegno per il territorio sono stati riconosciuti anche a livello istituzionale con il conferimento, il 23 febbraio 2025, del titolo di Chevalier de l’Autonomie, prestigioso riconoscimento assegnato per il contributo alla promozione dei valori della Valle d’Aosta e allo sviluppo della comunità. Giovanna Rabbia lascia un’eredità preziosa fatta di passione, competenza e grande umanità. Il suo esempio continuerà a vivere nel lavoro quotidiano dei circoli ippici, degli istruttori e tecnici, degli atleti e di tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerla e collaborare con lei».

Il cordoglio della Fisdir

Il ricordo arriva anche dalla Fisdir. «Giovanna Rabbia ha rappresentato, per anni, un esempio concreto di dedizione, sensibilità e visione inclusiva dello sport – si legge in una nota di Francesco Ambrosio, presidente Fisdir e Ornella Fosson, delegata regionale -. Il suo impegno a favore delle persone più fragili ha lasciato un segno indelebile, contribuendo a costruire percorsi in cui lo sport è diventato uno spazio autentico di libertà, crescita e dignità. Grazie al suo lavoro instancabile, molte persone con disabilità hanno potuto avvicinarsi non solo all’equitazione, ma più in generale al mondo dello sport, trovando opportunità che prima apparivano lontane. La sua capacità di vedere nello sport uno strumento educativo e sociale, prima ancora che agonistico, ha aperto nuove strade e abbattuto barriere culturali e organizzative. In questo percorso, fondamentale è stato il ruolo dell’Associazione AVRES, da lei guidata con passione e competenza, che ha saputo evolversi diventando un punto di riferimento non solo per la riabilitazione equestre, ma anche per l’inclusione sportiva a più ampio raggio».

Il cordoglio della Fisdir

«AVRES è stata infatti tra le prime realtà in Valle d’Aosta ad aprire le proprie porte anche ad altre discipline, collaborando attivamente con la FISDIR per facilitare e promuovere percorsi sportivi integrati sul territorio – prosegue la nota -. Giovanna è sempre stata al fianco della FISDIR con spirito costruttivo, disponibilità e visione condivisa, contribuendo in modo determinante alla crescita di una rete inclusiva capace di mettere al centro la persona e i suoi bisogni. La sua scomparsa lascia un vuoto profondo, ma anche un’eredità preziosa fatta di valori, progetti e opportunità che continueranno a vivere nel lavoro quotidiano di chi crede in uno sport davvero aperto a tutti. Alla sua famiglia, ai suoi collaboratori e a tutta la comunità valdostana giungano le più sentite e sincere condoglianze».

(e.d.)

 

Cosa fare nel fine settimana in Valle d’Aosta
A Bard si prende la scena Borgo diVino; Aosta ospita il Bref Film Festival e l’evento benefico Bicinsieme; Valtournenche saluta l’inverno con la Cervino Springtime; Donnas si anima con “Lou Courtì e lou Poulayé”; non mancano ad Aosta le iniziative per la Festa della Liberazione; Saint-Vincent è teatro di un concerto-spettacolo in onore di San Francesco
il 24/04/2026
A Bard si prende la scena Borgo diVino; Aosta ospita il Bref Film Festival e l’evento benefico Bicinsieme; Valtournenche saluta l’inverno con la Cervi...