Omicidio Pamela Genini, ex fidanzato: non mi sento sospettato
Roma, 14 apr. (askanews) – Francesco Dolci, ex fidanzato di Pamela Genini, uccisa da Gianluca Soncin, l’uomo che frequentava, a coltellate, e il cui corpo è stato profanato con la trafugazione della testa dalla tomba per mano di ignoti, è stato sentito ieri, coi genitori, per 12 ore a ‘sommarie informazioni testimoniali’ (sit) dal comando provinciale dei carabinieri di Bergamo. Intervistato in diretta durante la trasmissione Ore 14 in onda su Rai 2 condotta da Milo Infante, ha ricostruito quanto è successo.
“Secondo me gli inquirenti mi credono e mi fanno collaborare, non mi sono mai sentito un sospettato, mi hanno sentito tante, tante volte, anche 9 ore, ormai sono abituato”, ha dichiarato Dolci. “Fondamentalmente – ha spiegato – gli inquirenti sanno che sono l’ultima memoria vivente della vita di Pamela e sanno che tante persone non vogliono parlare di lei perché hanno paura e hanno chiesto il mio aiuto per chiarire tanti aspetti della vita di Pamela che serviranno per le indagini. Mi hanno chiesto della mia attività lavorativa di famiglia, un’impresa edile, ma senza soffermarsi troppo su questo – ha continuato -. Abbiamo fatto copia forense alle foto che avevo fatto alla lapide di Pamela, foto che avevo mandato anche ad alcune amiche di lei perchè mi dispiaceva che questa lapide fosse trascurata, c’erano anche piccoli oggetti lasciati non si sa da chi. Comunque avevo già mandato le foto anche a un alto inquirente che ha seguito la vicenda del femminicidio”. Dolci ha rivelato che nel pool che lo ha sentito ieri c’era anche un carabiniere psicologo. “Mi ha chiesto delle persone che gravitavano intorno a Pamela – ha aggiunto -, mi ha chiesto anche se riuscivo a dormire la notte”.
“Il giorno che è morta Pamela ho fatto una scelta di campo – ha concluso – ovvero quella di assicurare alla giustizia chi le ha fatto del male perché non ci siano altri casi come quello”. Dolci ha ricordato che nelle scorse settimane aveva ricevuto delle minacce e che le aveva denunciate più volte in questura.
