Lutto: è morta Giovanna Rabbia, una vita dedicata ai cavalli
Ricoverata in rianimazione in seguito a un malore, la donna, delegata Fise e presidente dell'Avres VdA, è deceduta questa mattina all'ospedale Parini di Aosta
Il mondo dell’equitazione piange Giovanna Rabbia.
Ricoverata in rianimazione in seguito a un malore, la donna, delegata Fise e presidente dell’Avres VdA, è deceduta questa mattina all’ospedale Parini di Aosta.
Giovanna Rabbia: una vita per i cavalli
Nata a Paesana, in provincia di Cuneo, il 18 febbraio 1943 Giovanna Rabbia viveva a Nus con il marito, il pittore Alberto Piccolo.
La sua passione per i cavalli arriva da lontano, dal nonno materno, una passione che ha trasformato negli anni nel proprio percorso di vita.
Frequentando 30 anni fa il primo corso formativo in riabilitazione equestre a Milano, insieme al dottor Giovanni Voltolin, neuropsichiatra infantile della pediatria di Aosta, Giovanna Rabbia aveva colto l’importanza che l’unione tra le grandi competenze mediche e umane del dottore e le sue competenze tecniche equestri avrebbero potuto offrire a nuove opportunità riabilitative.
Nacque così il Centro equestre di Nus che si dedica in modo particolare alla riabilitazione dei bimbi disabili.
La donna, presidente dell’Avres, l’Associazione valdostana per la riabilitazione equestre e sportiva, per decenni ha inoltre ricoperto incarichi dirigenziali e tecnici all’interno della Fise, Federazione italiana sport equestri, ed era componente attiva del Panathlon Club Valle d’Aosta 1958.
Giovanna Rabbia Piccolo
Chevalière de l’Autonomie
Nel 2025 Giovanna Rabbia fu insignita del titolo di Chevalier de l’Autonomie, in occasione del 79° anniversario dell’Autonomia e il 77° anniversario dello Statuto Speciale della Valle d’Aosta.
«Giovanna Rabbia ha organizzato tutta la sua vita attorno alla promozione e alla difesa dell’inclusività che l’attività equestre può offrire, in particolare ai bambini con difficoltà di natura fisica o psichica» si legge nella motivazione.
«Negli ultimi trent’anni ha profuso numerosi e straordinari sforzi per il Centro di riabilitazione equestre di Nus, da lei fondato per accogliere, curare e sostenere i più fragili; allo stesso tempo si è dedicata anche allo sport paralimpico e olimpico, impegno che le è valso il conferimento della Stella d’Argento Coni al merito sportivo».
Qui l’intervista fatta con Gazzetta Matin in occasione della cerimonia.
Il cordoglio
Giovanna Rabbia lascia il marito Alberto Piccolo e il figlio Andrea.
Immediato il cordoglio del Panathlon Club Valle d’Aosta 1958.
«Profondamente scosso e rattristato, partecipo al dolore della famiglia per il grave lutto della perdita della cara Giovanna, esprimendo i sensi delle più sentite condoglianze e della vicinanza, anche a nome di tutto il Club» scrive il presidente Alberto Jorioz.
La salma sarà portata domani al maneggio di Nus dove sarà allestita la camera ardente, non è ancora nota la data dei funerali.
(e.d.)
