Mediobanca e Mps corrono in Borsa con nuovo cda Siena e scommesse M&A
Milano, 17 apr. (askanews) – Mps e Mediobanca hanno proseguito anche oggi la corsa in Borsa dopo il ribaltone in assemblea a Siena, con il ritorno di Luigi Lovaglio alla guida del Monte e le speculazioni di una possibile nuova ondata di M&A nel settore. In un mercato euforico dopo la riapertura dello Stretto di Hormuz, anche se i due titoli erano già sugli scudi prima dell’annuncio, Piazzetta Cuccia ha chiuso con un rialzo del 5,19% a 20,67 euro, valori che non vedeva da settembre, e Mps del 4,17% a 9,161 euro, sui massimi da gennaio.
Dopo il colpo di scena dell’assemblea – con la vittoria della lista del socio Tortora (Plt) che, grazie al sostegno di Delfin e Banco Bpm, ha battuto la lista del cda uscente, appoggiata da Francesco Gaetano Caltagirone – il mercato sembra premiare la fine dell’incertezza nella governance dell’istituto e la continuità, con Lovaglio determinato a portare a termine il suo piano di fusione di Mediobanca, destinata al delisting. Nei primi giorni della prossima settimana si riunirà per la prima volta il nuovo consiglio che, tra i diversi equilibri (sei componenti sono tratti dalla lista degli “sconfitti”), dovrà trovare una sintesi e nominare il presidente e i due vicepresidenti. Non è escluso che ci possa essere qualche rinuncia alla carica di consigliere.
“Siamo soddisfatti e onorati di aver restituito la banca nell’interesse di tutti i contribuenti italiani”, si è limitato a dire il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, interpellato sul ritorno di Lovaglio, a margine dei lavori dell’Fmi a Washington. Il Tesoro, che detiene ancora una quota del 4,86% nella banca, non ha partecipato all’assemblea per il rinnovo dei vertici.
Chiusa la partita assembleare con il rinnovo dei cda, il mercato torna a speculare sulla possibile creazione del “terzo polo”, con la mai tramontata ipotesi di aggregazione tra Mps e Bpm (+3,3% a 13,48 euro), che a Siena ha votato a favore di Lovaglio. Un voto “di logica industriale” per la continuità, ha spiegato l’amministratore delegato Giuseppe Castagna, confermato, assieme al presidente Massimo Tononi, alla guida del Banco, che vede il primo socio Credit Agricole rafforzarsi ulteriormente nel capitale al 22,8%.
