High school all’estero, Trinity cresce in un mercato più selettivo
AskaNews
di admin Administrator  
il 21/04/2026

High school all’estero, Trinity cresce in un mercato più selettivo

Milano, 21 apr. (askanews) – Cresce la domanda di programmi scolastici all’estero per gli studenti delle superiori, ma crescono anche le richieste delle famiglie, che oggi cercano più qualità, più assistenza e un percorso costruito con più attenzione. Per l’anno scolastico 2026-27 Trinity ViaggiStudio registra un aumento del 99% degli studenti in partenza rispetto all’anno precedente. A sostenere la crescita, spiega l’azienda, sono gli investimenti sul marchio, sul team e su un modello che accompagna ragazzi e genitori prima, durante e dopo la partenza. Tra le mete più richieste restano Stati Uniti, Canada e Irlanda, mentre si affacciano anche destinazioni come Brasile, Costa Rica e Giappone.

La crescita nasce da una doppia scelta: rafforzare il marchio e aumentare competenze ed esperienza interne. Ma è cambiata anche la domanda. Le famiglie si informano di più, confrontano di più e chiedono solidità, affidabilità e presenza costante.

Claudia Randazzo, Fondatrice e Ceo dell’azienda: “I costi più o meno sono quelli per tutti, possono variare, ma la famiglia oggi cerca una società solida, una società alla quale possa affidarsi, cerca professionalità e cerca anche quell’umanità che noi cerchiamo sempre di avere per accompagnare i ragazzi in questa esperienza, che è un’esperienza un po’ complessa perché dura di fatto un anno e mezzo la nostra relazione con la famiglia, quindi secondo me la chiave del successo è accompagnarli, avere la professionalità e la solidità di un’azienda leader nel mercato”.

A spingere la domanda c’è anche un cambiamento culturale. “In generale l’approccio alle lingue è cambiato – spiega Randazzo – nel senso che si inizia molto prima a studiare l’inglese, anche dalle elementari, ma anche prima, ormai all’asilo, quindi i ragazzi arrivano a 15-16 anni, che è l’età giusta per decidere di svolgere il quarto anno di solito all’estero. Arrivano preparati, arrivano già con una base di inglese di un certo livello e anche con una volontà di conoscere la cultura anglosassone”.

Resta poi il nodo dei costi. Per Trinity il punto non è solo l’investimento economico, ma la capacità di orientarlo bene.

“Questo è importante – prosegue Randazzo – avere una consulenza, un affiancamento fin dal principio. Noi organizziamo tantissimi incontri con le famiglie e con i ragazzi per far sì che l’investimento possa dare i suoi frutti, perché se riesco ad indirizzare il ragazzo nel corso corretto per lui, i frutti sono assicurati al 99% – lasciamoci l’uno per cento di possibilità -perché poi è anche individuale, però i risultati si vedono nella carriera, nello studio, nell’apertura mentale, nell’approccio al mondo, nella maturità con cui poi i ragazzi si relazionano”.

Un segnale che arriva anche dalle istituzioni: per l’anno scolastico 2026-27, l’INPS ha messo a disposizione 1.500 borse di studio fino a quindicimila euro per studenti che vogliono fare un anno scolastico all’estero, attraverso il programma Itaca, rivolto ai figli di dipendenti e pensionati della pubblica amministrazione.

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