Sciopero dei lavoratori della Società di Servizi VdA: «Non chiediamo privilegi, ma rispetto dei contratti»
Lavoro
di Arianna il
21/04/2026

Sciopero dei lavoratori della Società di Servizi VdA: «Non chiediamo privilegi, ma rispetto dei contratti»

Quasi in duecento tra educatori, operatori di sostegno e assistenti sociali con le braccia incrociate davanti a Palazzo Regionale. I sindacati: «Se non si apre una trattativa, continueranno tutte le forme di lotta che ci saranno concesse»

Quasi duecento tra educatori, operatori di sostegno e assistenti sociali della Società di Servizi Valle d’Aosta hanno incrociato le braccia questa mattina, radunandosi in piazza Deffeyes ad Aosta davanti al Palazzo regionale.

Una mobilitazione annunciata da giorni, dopo la proclamazione dello stato di agitazione ormai il mese scorso e il fallimento della procedura di raffreddamento, conclusasi senza risultati concreti né con la Regione né con l’azienda.

Al centro della protesta, la richiesta di condizioni di lavoro più eque e il riconoscimento di quella che i sindacati e i lavoratori definiscono una “giustizia sociale” ancora lontana.

Sciopero dei lavoratori della Società di Servizi VdA, i sindacati: «Non privilegi, ma rispetto dei contratti»

«Non chiediamo privilegi, ma il rispetto del contratto e risposte immediate», ha dichiarato Nicola Pau della Uil Fp Piemonte e Valle d’Aosta, una delle sigle promotrici dello sciopero.

Secondo il sindacatio, la soluzione proposta dalla politica – il ricorso a un ente strumentale – non risolverebbe le criticità esistenti, rischiando anzi di crearne di nuove.

«Serve uniformità di trattamento per tutti i lavoratori», ha aggiunto Pau, ricordando come in passato siano state individuate soluzioni che hanno portato alla stabilizzazione di personale senza concorso, come nel caso degli esperti dell’agenzia del lavoro.

Tra le alternative proposte, anche il coinvolgimento del Comitato regionale per le relazioni sindacali, per definire un percorso condiviso nel rispetto delle norme contrattuali.

Le criticità sollevate dalla Cgil

Dura anche la posizione della Cgil. «Siamo qui per rivendicare questioni che solleviamo da anni», ha sottolineato Eleine Krieger Garcia, segretaria della Funzione Pubblica Cgil.

Tra i nodi irrisolti: le progressioni orizzontali, gli scatti di anzianità, la gestione delle ferie – attualmente fruibili solo durante la chiusura degli istituti – e il mancato inquadramento delle assistenti sociali.

«L’obiettivo è restituire dignità a queste professioni, a beneficio dell’intera comunità», ha aggiunto, ribadendo la volontà di riaprire il tavolo negoziale.

Cisl e Savt: «Serve un confronto concreto»

Anche Cisl Fp e Savt esprimono forte insoddisfazione per l’esito delle trattative con la Società di Servizi. «I lavoratori, impegnati in un settore particolarmente delicato, non hanno ricevuto risposte adeguate sull’applicazione del contratto colelttivo», hanno dichiarato Mauro Cretier del Savt e Giuseppe Grassi della Cisl Fp.

Da qui la decisione di procedere con lo sciopero, nella speranza che la mobilitazione possa riaprire un confronto concreto. In caso contrario, i sindacati avvertono: la protesta proseguirà con tutte le forme di lotta consentite.

(ar.pa)