Rubio oggi dal Papa dopo settimane di tensioni con Trump
Roma, 7 mag. (askanews) – Il segretario di Stato americano Marco Rubio incontra oggi Papa Leone XIV in Vaticano, in un momento di grande tensione tra Washington e la Santa Sede. La visita di Rubio segue infatti le straordinarie critiche del presidente Donald Trump al primo papa americano nei 2000 anni di storia della Chiesa Cattolica, critiche scaturite dalla sua opposizione all’operazione militare statunitense in Iran e dal ruolo di portavoce degli interessi dei rifugiati e dei migranti, in netto contrasto con l’amministrazione americana.
L’aereo di Rubio è atterrato a Roma questa mattina, alla vigilia del primo anniversario dell’insediamento di Leone XIV al soglio pontificio. Prima della partenza, il massimo diplomatico statunitense ha respinto l’ipotesi che l’incontro con Papa Leone XIV sia un tentativo di riallacciare i rapporti con il Vaticano, da anni partner umanitario degli Stati Uniti. Il capo della diplomazia di Washington ha tuttavia riconosciuto che “c’è molto di cui parlare con il Vaticano”, compresa la questione cubana. “Il viaggio non è legato ad altro se non al fatto che per noi è normale avere un confronto con loro”, ha dichiarato Rubio martedì in una conferenza stampa alla Casa Bianca.
Il suo viaggio a Roma e in Vaticano avviene mentre Trump non solo ha attaccato il Papa per le sue posizioni sulla guerra, ma ha anche criticato aspramente gli alleati europei di lunga data degli Stati Uniti, mettendo ulteriormente alla prova le relazioni transatlantiche come non si vedeva da decenni. In questo scenario, Rubio incontrerà domani la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani, nel contesto delle continue critiche di Trump per quella che ha definito la mancanza di sostegno dell’Italia alla guerra degli Stati Uniti contro l’Iran.
Rubio vedrà il Papa nel Palazzo Apostolico in Vaticano e si prevede che si incontrerà anche con altri alti funzionari vaticani, tra cui il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato della Santa Sede. Si tratta del secondo incontro tra Rubio, cattolico praticante, e il Papa, originario di Chicago, e del primo incontro noto tra un membro dell’amministrazione e il Pontefice in quasi un anno. Rubio e il vicepresidente JD Vance lo hanno incontrato dopo la messa di insediamento dello scorso anno.
In un lungo post su Truth Social il mese scorso, Trump ha criticato il Papa definendolo “debole sul fronte criminale e pessimo in politica estera”. “Leone dovrebbe darsi una regolata come Papa, usare il buon senso, smetterla di assecondare la sinistra radicale e concentrarsi sull’essere un grande Papa, non un politico. Questo lo sta danneggiando molto e, cosa ancora più importante, sta danneggiando la Chiesa cattolica!”, ha scritto Trump.
Papa Leone ha risposto il giorno successivo affermando di non temere “l’amministrazione Trump” e di voler continuare a parlare di pace, ma ha insistito sul fatto che “non era nel mio interesse” dibattere con il presidente degli Stati Uniti. Un funzionario vaticano, minimizzando in seguito le tensioni, ha dichiarato alla Cnn che “il presidente Trump è troppo intelligente per scontrarsi con un papa degli Stati Uniti”.
Ma gli attacchi di Trump contro Leone sono proseguiti oltre. Lunedì, Trump ha nuovamente preso di mira il Papa, affermando che stava “mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone”, sostenendo che Leone sia contento che l’Iran possieda un’arma nucleare. Il Pontefice ha risposto che le persone sono libere di criticarlo, purché “lo facciano con la verità” e che “la missione della Chiesa è predicare il Vangelo e la pace”. Riguardo alle affermazioni di Trump sulle armi nucleari, il Papa ha dichiarato che la Chiesa da anni “si è espressa contro tutte le armi nucleari, quindi non ci sono dubbi su questo punto”. Dalla sua elezione lo scorso maggio, il primo Papa americano non ha avuto alcun contatto diretto – secondo i documenti ufficiali – con Trump. Il Vaticano ha chiarito che non ci sarà alcuna visita papale negli Stati Uniti nel 2026, principalmente a causa delle elezioni di medio termine di novembre, e il Papa non visita i Paesi durante la campagna elettorale.
Le tensioni sono inoltre aumentate in seguito alla notizia di un insolito incontro, avvenuto il 22 gennaio, tra il Pentagono e l’allora ambasciatore pontificio negli Stati Uniti. Sebbene sia il Vaticano che il Pentagono abbiano smentito alcune delle indiscrezioni sul contenuto dell’incontro, una fonte vaticana ha descritto la riunione alla CNN come “senza precedenti” e “tesa”.
Funzionari hanno affermato che l’incontro di oggi rappresenterà un tentativo di superare gli scambi pubblici e tornare alla diplomazia riservata, prediletta dalla Santa Sede. Antonio Spadaro, funzionario vaticano, vede l’incontro tra il Papa e Rubio come un’occasione per “smorzare gli animi”, mentre Brian Burch, ambasciatore statunitense presso la Santa Sede, ha dichiarato questa settimana ai giornalisti che il Segretario di Stato è venuto per “avere una conversazione franca sulla politica statunitense e per avviare un dialogo”.
E sebbene lo scopo principale del viaggio non sia politico, potrebbe esserci un risvolto positivo se Rubio riuscisse ad allentare le tensioni. Mentre molti cattolici hanno votato per la rielezione di Trump, alcuni esperti mettono in discussione la logica politica di attaccare il Papa, con Harry Enten, capo analista di dati della CNN, che ha sottolineato gli alti indici di gradimento di Papa Leone nei sondaggi. Dopo aver criticato il Papa, il presidente ha anche pubblicato – e poi cancellato – un’immagine generata dall’intelligenza artificiale che lo ritraeva come una figura cristologica, affermando in seguito che lo raffigurava come un medico.
Uno degli argomenti che probabilmente verranno discussi oggi, inoltre, sarà Cuba. L’amministrazione Trump ha intensificato il blocco economico dell’isola nel tentativo di costringere L’Avana a un accordo politico e il presidente degli Stati Uniti ha continuato a paventare un intervento militare. Il Vaticano, nel frattempo, è attivo sul piano diplomatico a Cuba e ha contribuito a mediare la recente liberazione di alcuni prigionieri. L’amministrazione Trump ha collaborato con la Chiesa cattolica per distribuire 6 milioni di dollari in aiuti umanitari sull’isola, ha dichiarato Rubio martedì, prima di auspicare un terreno comune con il Vaticano riguardo alle preoccupazioni sulla persecuzione delle minoranze cristiane in Africa, dove Leone si è recato di recente. “Abbiamo molto di cui parlare e mi confronto spesso con loro su questo fronte”, ha affermato il capo della diplomazia di Washington.
