Aosta, segretario generale: si va verso l’annullamento in autotutela della nomina di Stefano Franco
Dopo la pronuncia della Corte Costituzionale, che si era espressa sull'illegittimità di un articolo della legge regionale del 2015, riguardante proprio la nomina del segretario del comune di Aosta, il capoluogo pensa di andare verso l'annullamento della nomina di Stefano Franco. Il sindaco: «Atti rimangono validi e segretario nel pieno delle sue funzioni»
Va verso l’annullamento in autotutela della nomina del segretario generale Stefano Franco il Comune di Aosta.
Appare questa la prima possibile conseguenza della sentenza della Corte Costituzionale sulla legge regionale numero 15 del 2015.
Il tutto, ovviamente, in attesa di avere chiarimenti e di vedere una mossa da parte della Regione, che dovrà rimettere mano alla questione.
Il fatto è emerso nell’ultimo consiglio comunale, per mano delle due interpellanze presentate dal centrodestra e da Avs.
Segretario generale: nomina illegittima per la Corte Costituzionale.
Ma riavvogliamo il nastro.
Le due iniziative, illustrate da Sylvie Spirli (Lega) e Katya Foletto (Avs), che hanno ribadito come la figura di Franco sia «stimata e capace», chiedevano lumi sulla sentenza della Corte Costituzionale, che ha dichiarato illegittimo l’articolo 20-sexies introdotto dall’articolo 16 delle legge regionale numero 15 del 2025, ovvero quello riguardante la procedura di nomina del segretario comunale di Aosta.
Provvedimento che, peraltro, fa seguito alla sentenza del marzo 2023, relativa dell’articolo 4, comma 3, della legge regionale del 27 maggio 2022.
In particolare, a seguito dell’impugnazione da parte della presidente del Consiglio dei ministri, la sentenza del 19 maggio ha dichiarato illegittimo l’articolo che consentirebbe di conferire l’incarico di segretario anche a un proprio dipendente dirigente (con almeno 3 anni di anzianità e un triennio pregresso di funzioni), ma senza prevedere l’iscrizione all’albo dei segretari e senza il superamento del concorso-corso previsto dalla l.r. n. 46/1998.
Questo articolo viola infatti «i principi di imparzialità e buon andamento dell’azione amministrativa».
Il non prevedere concorsi e non partecipare alla formazione, poi, secondo la Consulta, viene «previsto in via ordinaria e non in forma eccezionale o temporanea, senza neppure introdurre limiti espliciti a eventuali nuove attribuzioni future».
La Corte Costituzionale ha quindi detto di «aver già ritenuto insufficiente il semplice superamento di una qualsiasi selezione, ancorché pubblica, quando essa non garantisce che la scelta abbia natura concorsuale».
I giudici così, non si possono «esimere dal sollecitare il legislatore regionale a un intervento riformatore», in quanto tale norma incostituzionale «trasforma la fisionomia del segretario comunale di Aosta minando l’equilibrio tra le ragioni dell’autonomia degli enti locali e le esigenze di un controllo indipendente sulla loro attività».
Segretario generale, il sindaco: «Annullamento della nomina in autotutela»
Nel rispondere alle richieste, il sindaco di Aosta, Raffaele Rocco, ha voluto evidenziare in primis come «la sentenza censura una scelta legislativa della Regione, non scelte arbitrarie del comune di Aosta e nemmeno mette in discussione la professionalità del soggetto o un nostro comportamento non consono – ha esordito il primo cittadino -. Il decreto di nomina del segretario generale era basato sulla legge regionale, che all’epoca era del tutto vigente ed efficace, richiamando l’articolo 20 sexies e la procedura per la nomina del segretario generale del capoluogo».
Insomma, un comportamento «coerente con l’indicazione dell’Ufficio enti locali», il quale consigliava di andare avanti in attesa della sentenza.
«Con la sentenza della Consulta, abbiamo avviato le valutazioni del caso – ha aggiunto il primo cittadino -. Siamo ricorsi a un parere legale, che dalle prime indicazioni pone in dubbio la legittimità dell’atto di nomina, perché deriva dall’annullamento della norma».
Insomma, ora il Comune cercherà «di capire quale sia il percorso da seguire – ha continuato Rocco -, probabilmente seguiremo l’annullamento in autotutela del Decreto di nomina. Questo annullamento, però, riporterebbe in carica il segretario comunale in prorogatio (sempre Stefano Franco ndr.), rientrando nell’alveo della normativa regionale non toccata dalla Corte Costituzionale».
Segretario generale, il sindaco: «Atti non decadono»
Il sindaco Raffaele Rocco ha poi provato a rassicurare su alcuni aspetti.
«Stiamo facendo tutto per conformare gli atti alla normativa – ha concluso -. Gli atti approvati non decadono, piuttosto si apre la fase del cosa facciamo per tutelare gli interessi del Comune rispetto alla posizione del segretario generale, una posizione centrale per la nostra amministrazione».
Il governo di piazza Chanoux chiederà quindi alla Regione di adottare «procedure di copertura della sede attraverso un percorso soddisfacente – ha aggiunto -. L’iniziativa potrà generare conseguenze in futuro, ma al momento abbiamo un segretario nel pieno possesso dei suoi poteri. La partita dell’assetto da dare alla nomina del segretario generale di Aosta è ancora tutta da giocare. Abbiamo la necessità di avere maggiori certezze, che tutelino chi dovrà gestire una città così importante».
(al.bi.)
