Cosmo suona la sveglia al Forte
Cosmo all'alba al Forte di Bard
Musica
di Erika David  
il 12/07/2026

Cosmo suona la sveglia al Forte

Piazza d'Armi al completo e bollente, stamattina all'alba, per il concerto del cantante eporediese

Più che un concerto un rito collettivo, un risveglio sonoro e muscolare la Matinée di Cosmo al Forte di Bard.

Tutto esaurito questa mattina, domenica 12 luglio, in piazza d’Armi, per la tappa valdostana de La Fonte – Matinée Tour, nell’ambito di Aosta Classica al Forte di Bard.

Presto è bello.

Nell’estate dei morning club, degli afterhour e dei concerti all’alba, c’è un cantautore italiano che ha scelto il momento prima della solita sveglia mattutina per un intero tour.

Persone vicine e lontane che alle prime luci dell’alba hanno affrontato la salita della fortezza per poter essere partecipi di un’esperienza.

Occhi gonfi di chi ha spento la sveglia troppo presto, ma anche di quelli per i quali la notte non è ancora finita.

Cosmo non si è risparmiato: ha accolto il pubblico a piedi nudi sul palco fin dalle 6.15, un sorriso per tutti, improvvisando un dj set con la band.

Un lungo e morbido intro prima dell’esplosione di energia del concerto.

Una maratona musicale

Eporediese, classe 1982, ex insegnante di storia e italiano, Marco Jacopo Bianchi, in arte Cosmo, è considerato un rivoluzionario della musica con l’apertura di un nuovo filone che fonde la tradizione dei maggiori cantautori italiani con la musica elettronica.

Sul palco, una dopo l’altra, quasi senza soluzione di continuità, ha portato le canzoni dell’ultimo album, La Fonte, e i grandi successi, rivestiti per l’occasione: Per mio fratello, Per un’amica, Regata ’70, Le Voci, Sei la mia Città…

Un flusso sonoro progressivo cresciuto fino all’esplosione finale con tutta la piazza a ballare e vibrare.

Una valle di emozioni

«Una valle di lacrime», scherza l’artista, visibilmente emozionato anche per la presenza tra il pubblico della famiglia e di tanti amici arrivati per ascoltarlo.

Poco meno di quattro ore di emozioni e energia pura, durante le quali non è mancato un messaggio forte contro il genocidio in atto in Palestina, con la bandiera sventolata sul palco.

Nel crescendo delle percussioni, con il sole ormai alto a surriscaldare una piazza già bollente è arrivato il finale: un sorriso, un profondo inchino, alla prossima magia.

(erika david)

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