Niente Casinò per Matteo Fratini: «Attendo una stagione politico-amministrativa più favorevole»
Dopo le dimissioni dalla presidenza di Aps, il consulente del lavoro aostano declina ogni voce che lo vedrebbe tra i candidati per il possibile futuro cda a tre della casa da gioco di Saint-Vincent
Ok le dimissioni dalla presidenza di Aps, ma per ora niente Casinò e stop alle voci che lo danno in corsa per la formazione del possibile futuro cda a tre.
Prova a fugare ogni dubbio Matteo Fratini, il consulente del lavoro aostano salito nei giorni scorsi alla ribalta delle cronache per le dimissioni dalla partecipata aostana, ma anche per un possibile futuro nella casa da gioco termale.
Fratini, niente Casinò: «Grazie, ma declino»
Matteo Fratini affida a un comunicato stampa il suo pensiero, che spegne le voci in materia.
«Desidero rivolgere un sincero ringraziamento ai rappresentanti della politica, alle istituzioni, alle organizzazioni sindacali e ai dipendenti che, in queste settimane, hanno inteso sollecitare la mia disponibilità a porre l’esperienza maturata al servizio della Casa da Gioco – sottolinea il consulente del lavoro -. Considero questo riconoscimento non come un fatto personale, ma come il segno che il lavoro avviato dieci anni fa, quando, da consulente, contribuimmo a scongiurare il rischio del fallimento, ha messo radici profonde evidenziate dall’azione di risanamento che ancora oggi porta i suoi frutti».
Matteo Fratini ricorda la stagione al Casinò come «complessa, ma decisiva – continua -. Dimostrò come, nell’incontro tra competenze multidisciplinari, responsabilità e senso delle istituzioni, anche le situazioni più difficili possano essere affrontate con serietà e prospettiva».
Poi, il no all’ipotesi Casinò, dove in corsa per il possibile “triumvirato” ci sarebbero Riccardo Varvello, Sara Bordet e l’ad uscente Rodolfo Buat.
«Oggi, tuttavia, scelgo di declinare ogni ipotesi di coinvolgimento diretto e confermo di non aver presentato alcuna candidatura – rivela -. Il mio temporaneo disimpegno da diversi incarichi pubblici non va letto come una rinuncia, né come un arretramento. È, piuttosto, una scelta di attesa responsabile. L’attesa di una stagione politico-amministrativa più favorevole, nella quale l’azione di chi intende davvero operare per il bene della Valle possa esprimersi con efficacia e libertà, in piena coerenza con quanto questa terra e la sua gente meritano. Quando quel tempo arriverà, mi farò trovare al mio posto».
(alessandro bianchet)
