Sport invernali: Marco Mosso saluta l’Asiva con un bottino di 75 medaglie tricolori, Albert Chatrian dà la disponibilità a candidarsi
Il presidente uscente ha ufficializzato la decisione di non ricandidarsi, l'ex assessore e consigliere regionale pronto a scendere in campo
Marco Mosso saluta l’Asiva con un bottino di 75 medaglie tricolori.
Il presidente uscente ha ufficializzato la decisione di non ricandidarsi e sta valutando una possibile esperienza a livello nazionale.
L’ex assessore e consigliere regionale Albert Chatrian è disponibile a scendere in campo.
Le elezioni del comitato regionale della Fisi si svolgeranno nella seconda metà di luglio.
Marco Mosso saluta l’Asiva con un bottino di 75 medaglie tricolori
Un bel modo per passare la mano.
Marco Mosso, dopo 8 anni al vertice del comitato valdostano della Fisi, passa la mano e lo fa con quasi il 34% in più di medaglie conquistate ai Campionati Italiani.
Gli atleti rossoneri, dopo i 56 podi conquistati 12 mesi fa, sono risaliti a 75, modificando al rialzo tutti e tre i metalli messi al collo.
Gli ori sono passati da 16 a 24, gli argenti da 23 a 33 e i bronzi da 17 a 18.
L’incremento maggiore è arrivato nel fondo, salito a quota 21 medaglie dopo le 8 dell’anno scorso.
In grande crescita anche lo sci alpino (da 3 a 14), praticamente costante lo scialpinismo (da 5 a 6), invariato lo snowboard (12 erano e 12 sono rimaste).
Segno meno, anche se di poco, per il biathlon (da 20 a 17) e il biathlon estivo (da 8 a 5).
Il maggior numero di ori è arrivato da biathlon e snowboard (6), seguiti da fondo (5), sci alpino (4), scialpinismo (2) e biathlon estivo (1).
Il fondo è andato in doppia cifra con gli argenti (10), precedendo lo sci alpino (9), il biathlon (6), il biathlon estivo (4), lo scialpinismo (3) e lo sbowboard (1).
Sci stretti davanti a tutti anche per quanto riguarda i bronzi (6), uno in più di snowboard e biathlon, con sci alpino e biathlon estivo che hanno contribuito al bottino con una medaglia a testa.
Marco Mosso: «Quadriennio positivo, puntare sulla qualità paga»
«Siamo soddisfatti, chiudiamo un quadriennio positivo e i risultati, che avrebbero potuto essere ancora migliori visti i tanti piazzamenti a ridosso del podio, ci danno ragione – dice Marco Mosso -. Sono contento del lavoro svolto dalle commissioni, dalle squadre e dagli sci club. Abbiamo lavorato bene, l’idea di puntare sulla qualità paga, tanto più un contesto nazionale nel quale il confronto è sempre più serrato. Proprio la sfida con le altre realtà italiane deve essere uno stimolo, noi siamo un comitato piccolo, che però è grande nell’attività e nei risultati».
Marco Mosso: «È giusto passare la mano dopo 8 anni, stuzzicato dall’avventura nazionale»
A luglio ci saranno le elezioni che porteranno a un nuovo presidente in via Grand Eyvia , con l’attuale numero 1 che potrebbe intraprendere l’avventura nazionale a fianco di Flavio Roda, da sempre suo estimatore.
«Non mi ricandido – annuncia Marco Mosso -. Dopo 8 anni bellissimi (eletto nel 2018, è stato confermato nel 2022, ndr) e pieni di grandi soddisfazioni per risultati e rapporti che si sono creati, è giusto passare la mano. Al momento l’unico nome emerso è quello di Albert Chatrian, ma il processo elettorale si sta mettendo in moto soltanto adesso. Mi farebbe piacere vivere l’avventura nazionale con Flavio Roda, da qui a ottobre c’è ancora tempo, vedremo quali saranno gli sviluppi».
Albert Chatrian: «Ho dato la disponibilità a candidarmi»
Il nome forte per la successione di Marco Mosso è quello di Albert Chatrian.
Albert Chatrian con la divisa da maestro di sci alpino
Il probabile nuovo presidente, 51 anni, architetto e maestro di sci alpino, già consigliere e assessore regionale, spiega com’è nata la nuova sfida che lo attende.
«Faccio parte di una famiglia di sportivi, ho iniziato a sciare nello Sci Club Torgnon e ho gareggiato fino al diploma – dice -. A quel punto ho abbandonato l’attività agonistica per frequentare architettura, ma non ho abbandonato lo sci, diventando maestro di sci alpino. Sono sempre rimasto nell’ambiente, anche senza incarichi ufficiali, e negli ultimi mesi ho ricevuto da più parti (sci club e persone dell’ambiente) la richiesta di rilevare il testimone da Marco Mosso, che è attirato dalla sfida a livello nazionale.
Ci ho riflettuto, perché, se da un lato si tratta di un grande onore, dall’altro è una responsabilità importante nei confronti di tutto il movimento. Ho anche dovuto capire se avrei avuto il tempo necessario da dedicare all’Asiva, visto che attualmente sono consulente per un’importante azienda edile valdostana. Ho deciso di accettare la proposta, stiamo continuando con le interlocuzioni e se emergerà che la mia figura può essere utile agli sport invernali valdostani, tutto questo si tramuterà in una candidatura».
Albert Chatrian: «Ho tanta voglia di rendermi utile»
Chatrian ha già incontrato quello che può diventare il suo predecessore.
«Ho visto Marco Mosso e abbiamo fatto delle belle chiacchierate – conferma -. Per accettare un incarico come questo ci vogliono stimoli importanti e io ho tanta voglia di essere utile e creare le condizioni per poter migliorare ulteriormente il movimento. Gli sport invernali sono le discipline di chi abita la montagna, rimanere nei propri paesi è una scelta di vita e fare qualcosa per chi la compie è importante, così come accompagnare i nostri giovani nella pratica sportiva è un qualcosa che ha ricadute sia a livello sportivo che sociale, perché praticare lo sport insegna a fare sacrifici».
Albert Chatrian: «I nostri sci club sono i motori che fanno la differenza nei piccoli paese»
L’ex assessore regionale non si concentra soltanto sul comitato regionale della Fisi.
«La cinghia di trasmissione tra la base e l’Asiva sono i 49 sci club, la linfa c’è, la sfida è alimentarla – conclude Chatrian -. Tante cose sono state fatte, se ci sarà la possibilità, sarebbe bello integrarne alte con umiltà e tanta voglia di stare insieme. I nostri club sono i motori che fanno la differenza nelle località più piccole, oltre a far crescere i talenti, aggregano, danno vitalità e producono frutti importanti per la comunità».
(d.p.)
