Pizzaiolo ucciso a Reggio Emilia, la Lega invoca la “remigrazione” ma l’arrestato è italiano
Roma, 30 giu. (askanews) – Un comunicato stampa sull’omicidio del pizzaiolo Raffaele Stipa a Reggio Emilia, ucciso “per essersi rifiutato di regalare l’ennesima pizza ad uno straniero”. Cancellato e ‘corretto’ poco dopo, perché in realtà l’uomo arrestato per l’aggressione è italiano. E’ il cortocircuito comunicativo di cui è stata protagonista questa mattina la Lega dell’Emilia Romagna.
Alle 10.54 Tommaso Fiazza, capogruppo della Lega in Regione, inviava un comunicato dal titolo “Chi uccide per una pizza non può avere posto nella nostra comunità. Avanti con la remigrazione”. Nella nota Fiazza affermava che “Raffaele Stipa è morto perché ha fatto ciò che ogni commerciante fa ogni giorno: ha difeso il frutto del proprio lavoro. Questa è una tragedia che colpisce tutta l’Emilia-Romagna e che impone una riflessione seria, senza ipocrisie: un uomo è stato accoltellato e ucciso per essersi rifiutato di regalare l’ennesima pizza ad uno straniero. Non siamo davanti a un episodio di ordinaria criminalità, ma all’ennesima dimostrazione di una violenza incompatibile con il nostro modo di vivere. Chi arriva in Italia deve comprendere che qui il lavoro si rispetta, le regole si rispettano e a un ‘no’ non si risponde con un coltello”.
Alle 11.33 la correzione e la richiesta di annullare il comunicato “alla luce delle nuove informazioni diffuse dagli inquirenti”. Ovvero che il presunto killer è italiano.
Infine, nel primo pomeriggio, la nota ‘corretta’: “Raffaele Stipa è morto perché ha fatto ciò che ogni commerciante fa ogni giorno: ha difeso il proprio lavoro. È stato ucciso dietro il bancone della sua pizzeria per una lite che, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sarebbe nata da una pizza e da un debito pregresso”. Certo, “le prime ricostruzioni della vicenda, diffuse da quotidiani nazionali e agenzie di stampa, sono state corrette dagli inquirenti, confermando che l’assassino è italiano, ma c’è un elemento che non cambia: un commerciante è stato ucciso mentre lavorava. E puntualmente si ricomincia a parlare di fragilità, dipendenze e disagi. Basta alibi. Nessuna condizione personale può attenuare la gravità della violenza”.
Pd e M5s stigmatizzano l’atteggiamento leghista. “Il mio pensiero va – prima di tutto – alla vittima, Raffaele Stipa, alla sua famiglia, ai suoi parenti e amici, cui porgo le mie condoglianze: un fatto terribile, che sconvolge tutta la comunità di Reggio Emilia e interroga l’intero Paese”, afferma la deputata Dem reggiana Ilenia Malavasi. Che sottolinea poi la “violenta reazione a episodi come questo, alimentata anche da esponenti politici di una destra che, sui social e sui mezzi di comunicazione, tende unicamente a fomentare una caccia al colpevole, ovviamente di origine straniera. Siamo abituati con leggerezza a scrivere le condanne prima di conoscere i fatti, guidati dal pregiudizio”.
“Lo vediamo quotidianamente: Salvini e il suo partito, prima parlano e poi pensano. Ma quanto accaduto oggi, con esponenti della Lega dell’Emilia Romagna che hanno inviato dei comunicati stampa parlando di remigrazione per il killer di un pizzaiolo a Reggio Emilia per poi chiedere alle agenzie di stampa di non pubblicarli appena scoperto che l’assassino era italiano, dimostra quanta malafede, strumentalizzazione e propaganda ci sia dietro questa proposta. Le responsabilità ovviamente sono in primis di chi si è reso artefice di questa figuraccia, ma d’altronde l’esempio gli viene dall’alto e cioè da un ministro che fa propaganda su tutto e non fa mai il lavoro per il quale viene pagato dai cittadini”, afferma Francesco Silvestri, deputato M5S alla Camera.
