Amart 2026, l’antiquariato a Milano: “Un piacere contemporaneo”
Milano, 6 lug. (askanews) – Dal 4 all’8 novembre torna a Milano, al palazzo della Permanente, la rassegna di antiquariato Amart, evento che dal 2018 vuole raccontare il mondo degli antiquari, attraverso una significativa selezione delle proposte. “Da un certo punto di vista – ha detto ad askanews Michele Subert, gallerista e presidente dell’Associazione Antiquari milanesi, che organizza la fiera – non riusciamo a ospitare tutti quelli che vorrebbero partecipare. Allo stesso tempo però facciamo una mostra boutique, e rubo la definizione a Zuccala del Giornale dell’arte. Il visitatore quindi si troverà una sessantina, un poco più di sessanta gallerie che espongono”.
Partendo dall’idea che l’antiquariato resta un piacere contemporaneo, abbiamo incontrato alcuni degli espositori, per parlare delle loro proposte, ma anche del mercato antiquario più in generale. “Quest’anno – ci ha detto il gallerista Tomaso Piva della Piva & C. di Milano – porteremo quella che è la specializzazione del negozio e della nostra della ditta, che sono soprattutto mobili e arredi veneziani e lombardi tra il Barocco e il Neoclassico. Questo è po’ il fulcro dello stand. Oggi il mercato è un po’ più vasto, per cui si compra veramente quello che si trova, che può essere anche di epoche più moderne. Oggi i clienti sono ancora più esigenti, sono molto preparati, per cui trovare le opere adatte è sempre più difficile”.
Se già l’antiquariato è a suo modo una nicchia, un’ulteriore nicchia è, per esempio, quella dei tappeti, anch’essi presenti ad Amart. “Nella mostra Amart – ci ha spiegato il gallerista Mirco Cattai – porterò una selezione di tappeti inediti, perché per me l’esposizione in una fiera, in una mostra, è l’occasione di poter raccogliere le curiosità dei clienti. Quello che mi aiuta molto è la grande specializzazione, la dedizione costruita in 30 anni e il continuare a fare bene quello che so fare, cioè la raccolta, la ricerca e il restauro del tappeto”.
Ma gli interessi degli antiquari e dei collezionisti vanno anche in altre direzioni.”Noi siamo degli antiquari tradizionali innanzitutto – ha concluso Michele Subert – e quindi trattiamo un po’ di tutto. Le nostre predilezioni però sono soprattutto la maiolica italiana tra Rinascimento e Settecento, il Rococo, e gli strumenti scientifici soprattutto quelli prima del Settecento”.
Un panorama, come si vede, molto vasto, che Amart a novembre proverà in un certo senso a testimoniare, provando a mettere in luce anche il dinamismo e l’attualità del lavoro dei galleristi selezionati.

