Alle origini del patriarcato: Bonini smonta i miti occidentali
Roma, 11 lug. (askanews) – Marco Bonini, laureato in Filosofia, attore, sceneggiatore, regista e scrittore, torna a interrogare le grandi narrazioni della cultura occidentale con un saggio che unisce rigore filologico, ironia e spirito divulgativo. Che cosa accade tra il primo e il secondo capitolo della Genesi, dove la donna prima viene creata insieme all’uomo e poi ricompare come essere derivato dalla costola di Adamo? Perché Zeus sente il bisogno di appropriarsi della maternità partorendo Atena dalla propria testa? E se il solo desiderio di Ulisse è tornare da Penelope, perché il suo viaggio dura dieci anni invece di pochi giorni? Attraverso cinque racconti, Bonini decostruisce alcuni dei miti fondativi della nostra civiltà per mostrare come il patriarcato possa essere interpretato come una risposta culturale a due “inferiorità” biologiche del maschio: la limitata potenza sessuale e l’incapacità gestazionale. Ne nasce una riflessione che intreccia filosofia, antropologia, storia delle religioni e letteratura classica, proponendo una lettura originale del presente e un’inedita idea di man empowerment.
Autore capace di muoversi con naturalezza tra cinema, teatro e letteratura, Bonini ha firmato con Edoardo Leo la sceneggiatura del pluripremiato Noi e la Giulia ed è tra i protagonisti della trilogia Smetto quando voglio di Sydney Sibilia. In ambito letterario ha esordito con il romanzo Se ami qualcuno dillo, vincitore del Premio Elsa Morante, cui sono seguiti il saggio filosofico L’arte dell’esperienza e i romanzi Se mi manchi è più bello e L’amorevole grado di separazione. La sua esperienza di narratore, unita alla formazione filosofica e al lavoro di autore per il cinema e il teatro, converge in questo libro, che mette in discussione alcuni dei racconti più radicati della tradizione occidentale e invita il lettore a riconsiderare, con intelligenza e leggerezza, il rapporto tra mito, identità e potere.

