Amari, cresce mercato in Italia e sul Lago d’Orta si fa spazio “Grinta”
Milano, 11 lug. (askanews) – Gli amari tornano a crescere oltre il solo rito del dopocena e trovano nuovo spazio nella mixology e nei consumi più giovani. In questo scenario si colloca “Grinta” di Glep, amaro di erbe del Lago d’Orta nato nel progetto avviato dall’azienda nel 2018 e costruito attorno a una lettura contemporanea degli amari territoriali. Tra gli ingredienti dichiarati compaiono ginepro, genzianella, achillea, genziana, menta piperita, quassio, eucalipto, cardo e rabarbaro, quest’ultimo elemento ricorrente e una delle piante simbolo del progetto Glep. Il profilo aromatico di questo amaro che in etichetta riporta l’immagine di un lupo della Tasmania, si muove su registri erbacei, balsamici e amaricanti, con una costruzione che insiste sulla riconoscibilità botanica e sul legame con il territorio.
Secondo i dati di Federvini, gli amari rappresentano oggi circa il 18% delle vendite del comparto dei liquori in Italia, per un valore superiore ai 215 milioni di euro l’anno. Il fine pasto resta il momento prevalente di consumo, con l’82% degli utilizzi, ma il quadro si sta muovendo. Aumenta il consumo a pranzo, indicato in crescita del 14%, e si amplia l’impiego degli amari in cocktail e aperitivi. Anche la frequenza resta elevata: il 29% degli italiani dichiara un consumo quotidiano, il 44% almeno una volta alla settimana e il 27% con cadenza mensile. Il weekend si conferma il momento preferito dal 67% dei consumatori.
Cambia anche il profilo del pubblico. La quota dei Millennials under 35 è passata dal 10% al 16% del totale dei consumatori, segnale di un interesse crescente tra le nuove generazioni. Il consumo rimane però prevalentemente maschile, con il 90% degli utilizzatori contro il 10% femminile. Sul piano geografico, sono le regioni del Sud a mostrare le performance migliori, con incrementi di volume che in alcuni casi superano il 10% rispetto agli anni precedenti.
A sostenere questa fase sono soprattutto gli amari territoriali come “Grinta” categoria che intercetta una domanda sempre più attenta all’origine delle botaniche, alla riconoscibilità del luogo di produzione e al legame con le tradizioni locali. Erbe spontanee, radici, fiori e piante tipiche di un’area diventano così parte di una narrazione che negli ultimi anni ha avvicinato l’amaro ai linguaggi già visti nel vino, nella birra artigianale e nei distillati.

