Detenuto evade da ospedale di Trapani
Roma, 12 lug. (askanews) – Ferma presa di posizione del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria dopo l’evasione avvenuta questa mattina nei pressi dell’ospedale di Trapani, dove un detenuto era stato accompagnato dopo aver dichiarato di avere ingerito una lametta.
«Tutto lascia pensare ad una simulazione di malessere finalizzata ad ottenere il trasferimento fuori dal carcere», denuncia il Segretario Generale del SAPPE Donato Capece. «Sono in corso gli accertamenti del caso, ma l’episodio appare emblematico dei rischi derivanti dai cosiddetti ricoveri a vista e dalle frequenti traduzioni di detenuti presso strutture sanitarie esterne». L’uomo è tuttora in fuga ma le Forze di Polizia hanno attivato tutti i dispositivi di sicurezza connessi.
Il SAPPE evidenzia tuttavia come l’episodio riproponga con forza il tema delle gravissime difficoltà operative che la Polizia Penitenziaria affronta quotidianamente negli istituti italiani. «Continua infatti il ricorso sistematico a visite mediche, ricoveri e accertamenti sanitari presso ospedali e strutture esterne al carcere, con il conseguente massiccio impiego di personale di scorta. Personale che viene sottratto ai servizi ordinari degli istituti, già alle prese con organici insufficienti, carichi di lavoro insostenibili e una situazione detentiva sempre più complessa».
Per il SAPPE la vicenda conferma la necessità di una profonda riflessione sull’organizzazione dell’assistenza sanitaria ai detenuti. «Ribadiamo una posizione che sosteniamo da anni: è stato un errore abolire la sanità penitenziaria e delegare integralmente la gestione sanitaria alle Aziende Sanitarie Locali. Occorrono soluzioni nuove che garantiscano contemporaneamente il diritto alla salute dei detenuti e adeguati livelli di sicurezza, evitando di sottrarre ogni giorno preziose risorse operative al sistema penitenziario».

