Masayoshi Son: Ia ci cambierà vita, ma serviranno 5mila mld Usd l’anno
Roma, 14 lug. (askanews) – L’intelligenza artificiale (Ia) non è una “bolla”, il solo pensarlo è stupido, e in realtà ci cambierà la vita. Ma perché ciò accada, sarà necessario programmare entro il 2040 investimenti che, a regime, dovranno raggiungere i 5mila miliardi di dollari all’anno, con l’espansione dei centri dati, delle forniture energetiche e dei robot umanoidi. E’ questa la sintesi del pensiero del fondatore e amministratore delegato del gruppo giapponese SoftBank, Masayoshi Son, uno dei principali investitori nel campo dell’Ia.
Intervenendo a Tokyo all’evento annuale del gruppo dedicato alle imprese, Son ha sostenuto che l’entità degli investimenti sarà giustificata dai ricavi prodotti dallo sviluppo dell’Ia verso una forma di superintelligenza artificiale. “L’Ia trasformerà completamente le nostre vite e lo farà in un modo capace di generare profitti”, ha dichiarato davanti a oltre mille dirigenti.
La previsione degli investimenti di Son è quasi sette volte superiore ai 725 miliardi di dollari che Amazon, Microsoft, Alphabet e Meta prevedono di spendere complessivamente nel 2026, soprattutto per centri dati, semiconduttori e infrastrutture di rete.
Son ha nuovamente respinto i timori che gli investimenti nell’Ia possano costituire una bolla. “Chiedersi se l’Ia sia una bolla è una domanda sciocca”, ha detto, paragonando lo scetticismo attuale ai dubbi che accompagnarono la prima diffusione di Internet.
SoftBank si è impegnata a investire circa 64,6 miliardi di dollari in OpenAI, operazione che le consentirebbe di acquisire una partecipazione di circa il 13%. Il gruppo guida inoltre Stargate, il progetto infrastrutturale di OpenAI che prevede investimenti per 500 miliardi di dollari negli Stati uniti.
Secondo Son, entro il 2040 le attività legate all’Ia rappresenteranno circa il 20% dell’economia mondiale, pari a circa 46mila miliardi di dollari. Le aziende del settore potrebbero inoltre arrivare a costituire l’80% della capitalizzazione globale, grazie a margini e tassi di crescita più elevati.
Il fondatore di SoftBank ha previsto margini di profitto vicini al 50%, sostenendo che i flussi di cassa generati renderanno sostenibili gli investimenti infrastrutturali. Ha però precisato che si tratta di proprie proiezioni, senza fornire una metodologia dettagliata.
Lo sviluppo riguarderà settori come industria, finanza, infrastrutture, sanità e ricerca scientifica. A differenza di Internet, che secondo Son ha trasformato soprattutto la pubblicità e rappresenta circa l’1% dell’economia globale, l’Ia avrà un impatto molto più ampio.
L’economia futura diventerà “centrata sugli agenti”, con fino a 100mila miliardi di agenti Ia capaci di comunicare e svolgere compiti senza interruzione. Son ha inoltre previsto la diffusione di un miliardo di robot umanoidi, ciascuno in grado di svolgere un lavoro equivalente a quello di circa dieci persone. “Non sarà più una società incentrata sugli esseri umani”, ha affermato.
La crescita dell’Ia comporterà anche un forte aumento della domanda energetica. Secondo Son, nel 2040 i soli centri dati – l’infrastruttura fisica dell’Ia – richiederanno tre terawatt di elettricità, pari a circa 1,8 volte l’attuale consumo mondiale, con ulteriori aumenti di circa un terawatt l’anno.
Nel breve periodo, gran parte dell’energia potrebbe essere fornita dal gas naturale. Successivamente, secondo Son, la fusione nucleare potrebbe diventare una fonte più economica e pulita, anche se non è stata ancora sviluppata su scala commerciale.
Il fondatore di SoftBank ha infine invitato le imprese giapponesi a non ripetere l’errore compiuto nell’era di Internet, quando il Paese non riuscì a costruire aziende globali dominanti. “Non mi limiterò assolutamente al Giappone”, ha detto, indicando negli Stati Uniti il centro dell’economia dell’intelligenza artificiale.
