Rapporto Ue sullo Stato di diritto, le luci e le ombre dell’Italia
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il 18/07/2026

Rapporto Ue sullo Stato di diritto, le luci e le ombre dell’Italia

Roma, 18 lug. (askanews) – Passi avanti sul sistema giudiziario e sulla corruzione, ma con una preoccupante offensiva della politica alla magistratura, molto ancora da fare (senza che si vedano al momento passi avanti) sull’informazione, in particolare sulla Rai.

E’ la sintesi del Rapporto sullo Stato di diritto rilasciato venerdì 17 dalla Commissione europea, nella parte che riguarda l’Italia. Sulla giustizia, il report afferma che “il reclutamento di magistrati e personale dei tribunali amministrativi prosegue a buon ritmo, con l’obiettivo di colmare le persistenti carenze di organico”. Inoltre “il governo ha presentato in Parlamento un disegno di legge sulla professione forense, elaborato in collaborazione con le associazioni degli avvocati” e “sono stati compiuti ulteriori passi per completare il sistema digitale di gestione dei procedimenti per i tribunali penali e le procure”. Ciò nonostante, “la durata dei procedimenti giudiziari rimane un problema serio”. A preoccupare è però anche l’atteggiamento della politica, in particolare di governo e maggioranza, nei confronti della magistratura. Alcuni stakeholder, si legge nel rapporto, esprimono “preoccupazione” per le dichiarazioni pubbliche di esponenti politici “del governo e membri del Parlamento” che hanno espresso “critiche nei confronti della magistratura” che “sono aumentate per numero e intensità durante la campagna elettorale per il referendum costituzionale” tanto che il Consiglio Superiore della Magistratura “ha adottato provvedimenti a tutela dell’indipendenza in tre casi”. “Secondo gli standard europei – viene ricordato – sebbene la critica alle decisioni giudiziarie rientri nel normale dibattito democratico, i poteri esecutivo e legislativo dovrebbero evitare critiche che possano minare l’indipendenza della magistratura o la fiducia dell’opinione pubblica in essa”.

Sul fronte della corruzione, il rapporto nota che “è stata adottata una nuova strategia nazionale anticorruzione per il periodo 2026-2028” e il quadro normativo penale in materia “si è consolidato, a seguito della sentenza della Corte costituzionale che ha stabilito la legittimità costituzionale della norma volta a circoscrivere l’ambito di applicazione del reato di traffico di influenze illecite”. Però “è ancora all’esame del Parlamento un disegno di legge sui conflitti di interesse”, così come è ancora fermo il ddl “sulle attività di lobbying” e “restano in attesa di approvazione parlamentare i disegni di legge sul finanziamento dei partiti politici e delle campagne elettorali, volti a disciplinare la pratica di convogliare le donazioni private ai partiti attraverso fondazioni politiche”. Il report ricorda anche che “l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) ha emanato ulteriori linee guida in materia di whistleblowing” e “l’avvio del Portale unico”, che “accresce la trasparenza degli appalti pubblici” settore che però “rimane ad alto rischio”.

Nota particolarmente dolente è quella relativa all’informazione, in particolare la Rai che, lo ricordiamo, al momento non ha un presidente del Cda nominato mentre la Commissione parlamentare di Vigilanza si è sciolta per dimissioni di massa (a partire dall’opposizione) senza aver mai realmente operato a causa di veti incrociati sul Servizio pubblico. E’ in esame al Senato una proposta di riforma delle norme sulla governance e sul finanziamento della RAI per adeguarne l’assetto all’European Media Freedom Act. “Il Governo ha indicato che la proposta mira a rafforzare l’indipendenza della RAI e a tutelarne meglio la stabilità finanziaria. Sebbene le parti interessate abbiano ritenuto che alcuni aspetti della riforma sembrino andare nella giusta direzione, esse ritengono anche che le modifiche proposte alla governance e al finanziamento della RAI possano essere migliorate. Al contempo, permangono preoccupazioni circa i rischi per il suo funzionamento indipendente e la sua sostenibilità finanziaria”. Inoltre “sebbene la RAI abbia indicato che il ritardo nella nomina del Presidente del Consiglio di Amministrazione non ha inciso sulle sue attività, alcune parti interessate hanno considerato lo stallo politico e l’incapacità di trovare un consenso sulla nomina come una dimostrazione delle carenze delle norme attuali nel proteggere efficacemente la RAI dal rischio di indebite influenze”.

Sempre per quanto riguarda l’informazione, si ricorda che il Governo italiano “non ha ancora adottato la normativa secondaria per recepire la direttiva Anti-SLAPP”, le cosiddette ‘querele temerarie’. Su questo, proprio questa settimana, la Commissione europea ha aperto una procedura di infrazione contro l’Italia. Viene anche segnalato, dagli stakeholders, “un peggioramento della situazione con un aumento dei casi di aggressioni fisiche e minacce nella seconda metà del 2025”. Dalla pubblicazione della Relazione sullo Stato di Diritto 2025, la piattaforma del Consiglio d’Europa per la promozione della protezione del giornalismo e della sicurezza dei giornalisti ha registrato 20 segnalazioni riguardanti l’Italia: 13 casi di aggressioni fisiche contro giornalisti, 5 casi di molestie e intimidazioni e 2 casi di altri atti aventi un effetto dissuasivo sulla libertà dei media. Gli ultimi dati disponibili del Centro di coordinamento mostrano inoltre un aumento del 76% dei casi di intimidazione contro giornalisti nei primi sei mesi del 2025. Il rapporto segnala anche che “le Procure di Roma e Napoli proseguono le indagini sul caso dello spyware Paragon”, con cui sono stati spiati attivisti e giornalisti.

Infine viene sottolineato che “sono stati compiuti progressi limitati sulla raccomandazione di creare un’Istituzione Nazionale per i Diritti Umani (NHRI)” con cinque progetti di legge che sono ancora in attesa di approvazione in Parlamento. “Le parti interessate, tra cui il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, hanno continuato a sollecitare l’Italia – uno dei pochissimi Stati membri ancora privi di tale organismo – a creare un’istituzione nazionale per i diritti umani efficace, indipendente, dotata di risorse adeguate e di un ampio mandato”. Intanto le nuove norme in materia di sicurezza (decreti e disegni di legge sicurezza, l’ultimo dei quali appena approvato dal Consiglio dei ministri) hanno sollevato “preoccupazioni riguardo al possibile impatto sullo spazio civico e sull’esercizio dei diritti e delle libertà fondamentali”.

Di Alberto Ferrarese e Lorenzo Consoli

[Progressi su giustizia e corruzione, preoccupano media e norme sicurezza|PN_20260718_00067|nl50| https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/07/20260718_200745_6290194F.jpg |18/07/2026 20:07:54|Rapporto Ue sullo Stato di diritto, le luci e le ombre dell’Italia|Ue|Politica, Europa Building]

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