Cogne Acciai Speciali, l’azienda: «Permangono divergenze su integrativo»; Bertschy: «Ritrovare clima di dialogo»
L'incontro al Mimit
POLITICA & ECONOMIA
di Alessandro Bianchet  
il 22/07/2026

Cogne Acciai Speciali, l’azienda: «Permangono divergenze su integrativo»; Bertschy: «Ritrovare clima di dialogo»

Cogne Acciai Speciali e Regione esplicitano le proprie posizioni dopo l'incontro di martedì pomeriggio al Mimit anche con le organizzazioni sindacali. L'azienda nega la «volontà di cancellare la contrattazione integrativa»

Nessuna volontà di cancellare il contratto integrativo, ma superare la divergenze che permangono, magari a cominciare dall’incontro previsto con i sindacati per venerdì 24 luglio nella sede di Confindustria. Questa la posizione della Cogne Acciai Speciali all’indomani dell’incontro al Mimit che ha riscaldato nuovamente gli animi dei sindacati.

Cogne Acciai Speciali: disponibilità a proseguire gli approfondimenti

In una nota diffusa dall’azienda, la Cogne Acciai Speciali ripercorre l’incontro di martedì pomeriggio al Mimit alla presenza dei sindacati confederali dei metalmeccanici, del consigliere del Ministro Giampietro Castano, della dirigenza di Cogne, dell’Unione Industriali di Torino e della Regione, con l’assessore allo Sviluppo Economico Luigi Bertschy.

Analizzata la situazione attuale di mercato, l’azienda ha accolto con «rammarico» il permanere «delle distanze rispetto ai tempi di negoziazione della contrattazione di secondo livello».

L’azienda ha ribadito la necessità di discutere i contenuti per «concordare un premio di risultato che riguarderà tutti i lavoratori già per l’anno in corso», ma anche confermato la scelta di mantenere «il calendario di incontri», spostando la scadenza per le trattative fino al 30 novembre.

«La volontà non è mai stata quella di cancellare la contrattazione integrativa – ribadisce la Cogne Acciai Speciali -, ma lavorare insieme alle organizzazioni sindacali per definire e sottoscrivere un nuovo contratto capace di rispondere alle esigenze dei lavoratori e di accompagnare il percorso industriale di Cogne Acciai Speciali».

Da qui l’auspicio che negli incontri «prevalgano il senso di responsabilità e la volontà di individuare i necessari punti di intesa, così da superare le attuali divergenze e raggiungere un accordo nell’interesse comune dei lavoratori e dell’azienda».

Cogne Acciai Speciali: la Regione

Si auspica una risoluzione della controversia la Regione, presente al confronto del Mimit anche con il dirigente della Struttura Politiche del lavoro e della formazione Gianni Nuti.

Luigi Bertschy ribadisce come «la Cogne Acciai Speciali non è semplicemente una delle principali imprese della Valle d’Aosta, ma rappresenta un patrimonio industriale, occupazionale e identitario che accompagna da oltre un secolo la storia della nostra comunità», per questo segue con «massima attenzione l’evoluzione della situazione».

A tale scopo, oltre alle misure Gol per i 100 lavoratori coinvolti nei contratti di solidarietà, l’assessore allo Sviluppo economico conferma la volontà di «sostenere gli investimenti strategici, anche nei processi di decarbonizzazione e nelle tecnologie innovative, come dimostra il progetto dedicato all’impiego dell’idrogeno nei processi produttivi».

Poi, un passaggio sulle relazioni industriali.

«Mi auguro che le parti riescano rapidamente a ritrovare quel clima di dialogo e di reciproca fiducia che ha sempre caratterizzato la storia della Cogne Acciai Speciali e che costituisce un patrimonio collettivo da preservare – continua Bertschy -. I sindacati hanno chiesto di tener fede agli impegni espressi nell’integrativo, l’azienda ha dato la disponibilità ad allungare il tempo per definire l’accordo. L’auspicio è che, già a partire dal prossimo incontro, riprenda il confronto costruttivo tra impresa e rappresentanze dei lavoratori. Le difficoltà del mercato richiedono coesione, responsabilità e capacità di guardare insieme al futuro».

Infine, Luigi Bertschy evidenzia la necessità di sostenere la produzione di acciaio speciali di alta qualità delle aziende europee e spinge l’Ue a dotarsi di «strumenti di tutela del comparto, perché le misure adottate finora non stanno producendo gli effetti attesi, in particolare rispetto alla crescente pressione esercitata dalle importazioni provenienti dall’India. Difendere la siderurgia europea significa difendere competenze industriali strategiche, occupazione qualificata, innovazione e autonomia produttiva».

(al.bi.)

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