Aosta, Quartiere Dora: «No al supermercato», «lo chiedono i residenti»; scontro in Consiglio sulla variante al Pud
L'area di via Lavoratori Vittime del Col du Mont su cui dovrebbe sorgere il supermercato
comuni
di Alessandro Bianchet  
il 22/07/2026

Aosta, Quartiere Dora: «No al supermercato», «lo chiedono i residenti»; scontro in Consiglio sulla variante al Pud

L'assemblea cittadina ha dato il via libera alla variante al Piano regoltore, che trasforma l'area verde di via Lavoratori Vittime del Col du Mont in zona commerciale e non più residenziale. Con il Pud privato, niente più abitazioni, ma un nuovo supermercato con centro sanitario

No al supermercato al Quartiere Dora, perché questo andrebbe a colpire ulteriormente il commercio di vicinato e non aiuterebbe a risolvere la crisi abitativa.

«Ce lo chiede il Quartiere» la replica del sindaco.

Si è risolta in una sorta di cortocircuito tra centrodestra e centrosinistra la discussione in merito alla variazione al Piano regolatore del Comune di Aosta per consentire il cambio di destinazione dell’area tra via Vittime lavoratori del Col du Mont, via Berthet e via Buthier, al centro di un Piano urbanistico di dettaglio (Pud).

Questo provvedimento, che ha visto il voto contrario di tutto il centrodestra, ad eccezione delle astensioni di Giuseppe Manuel Cipollone (Fratelli d’Italia) e Giovanni Girardini, consentirà all’area di cambiare l’originaria destinazione abitativa, a favore di una destinazione a commercio e servizi.

Il Pud, ora, proseguirà il proprio iter con 45 giorni di deposito per la presentazione di eventuali osservazioni, per poi avviarsi al via libera definitivo.

Supermercato al Quartiere Dora, il progetto

Prima del lungo dibattito, che ha messo a confronto due visioni opposte, è giusto riassumere la questione.

Il progetto in questione, Piano urbanistico di dettaglio di iniziativa privata, era stato presentato nel 2012 (e rinnovato nel 2022), prevedendo la realizzazione di un complesso di edifici a uso residenziale dell’altezza di circa 20 metri, con sei piani fuori terra.

Nel dicembre 2024, visto lo stallo, una società di investimenti aveva presentato una proposta di Pud in variante per trasformare l’area in commerciale, con la realizzazione di una media struttura di vendita al dettaglio (tra 150 e 1.500 metri quadri), costituita da due corpi, uno più grande e uno più piccolo. Il tutto con un solo piano commerciale fuori terra (7,50 metri) e un piano seminterrato.

Qui dovrebbero appunto sorgere un supermercato (voci insistenti parlano di Coop), affiancato da una struttura sanitaria.

Nelle aree di risulta del parcheggio di via Valli Valdostane, poi sorgerebbe anche una quota di parcheggi a uso pubblico.

Il dibattito: le minoranza dicono no al supermercato

Il relatore di minoranza, Giuseppe Manuel Cipollone, si è riservato di astenersi per «fare valutazioni approfondite in un secondo momento, quando vedremo la “mano”dietro a questo progetto», ma ha sollevato comunque alcune criticità.

Per prima cosa, il consigliere di Fratelli d’Italia ha evidenziato come il consiglio «si è interrogato più volte su cosa fare per favorire il commercio al dettaglio – ha detto – e andare incontro a un ennesimo supermercato non pare proprio la prima esigenza della città».

La seconda questione riguarda la necessità di «aumentare la disponibilità di immobili residenziali – ha aggiunto -. E questo segnale appare in controtendenza. Servono delle riflessioni, si faccia attenzione e si metta tutto sul piatto».

Più pesante il resto del centrodestra.

Christian Chuc, capogruppo di Forza Italia, ha sottolineato come «una via di mezzo tra area commerciale e residenziale sarebbe stata l’ideale», mentre Cristina Dattola di Renaissance si è scagliata contro la scelta.

«In città non ci sono case da affittare e voi costruirete l’unica cosa che in quella zona non serve – ha tuonato -. In città il commercio sta morendo e invece si pensa di fare altri supermercati, anche se ce ne sono già da vendere. Si pensi piuttosto a un parco o a un’area sportiva».

Sylvie Spirli (Lega) ha ricordato tutta la grande distriuzione presente in zona, poi ha punto.

«Facciamo tante riunioni con Confcommercio e associazioni, poi andiamo in senso contrario – ha detto -. La crisi abitativa non è legata solo ai costi elevati, ma anche alla mancanza di immobili e noi ne togliamo altri per fare un favore alla grande distribuzione e non al commercio al dettaglio».

Astenuto solo per poter parlare, si è dimostrato assolutamente contrario il capogruppo di Renaissance Giovanni Girardini.

«Questa variazione è un’oscenità sia dal punto di vista commerciale che immobiliare – ha tuonato -. Aosta è un francobollo. Vero, la destinazione commerciale porta soldi da Imu e oneri di urbanizzazione, ma è tutto un pullulare di supermercati, che non portano occupazione, la spostano solo, perché le attività si fagocitano tra loro. In più si fa un danno al commercio cittadino, ma qui quando si parla di piano commerciale regionale nessuno ascolta».

Katya Foletto di Avs, in coerenza con l’operato nella scorsa legislatura di Loris Sartore, ha votato a favore, considerando positivo «il cambiamento del Pud», perché «non si possono costruire case ovunque – ha detto -, soprattutto a ridosso di una fabbrica. Crediamo che un’attività commerciale, magari di vicinato, non il solito supermercato, sia utile, visto che peraltro sono previste già altre case in zona».

La maggioranza: «Diventerà Aosta Est»

A sostegno della scelta l’assessore alla Pianificazione, Luca Tonino, che ha ricordato come i terreni siano privati e e di come tanti Pud residenziali non siano poi partiti per mancanza di domanda.

«Dove siamo proprietari dei terreni abbiamo fatto e faremo case, come al Quartiere Dora e al Quartiere Cogne – ha esordito -. La zona è molto cambiata e crediamo che abbia senso completarla con un’area destinata al terziario e al commercio, peraltro con ricadute occupazionali e con la prospettiva di far diventare la zona l’area di ingresso Est della città. Inoltre, la città guadagnerà anche infrastrutture e opere di collegamento».

Superato l’inusuale complimento per la posizione di Cipollone, il sindaco Raffaele Rocco ha ricordato come l’incontro con le associazioni abbia fatto emergere un appoggio.

«I tanti cambiamenti e le opere stanno facendo sentire per la prima volta i residenti aostani a tutti gli effetti – ha sottolineato Rocco -. Gli investimenti stanno dando i propri frutti e ci sono stati chiesti altri interventi, come un luogo in cui poter fare acquisti. Noi non proporremo un supermercato avulso, ma integrato nel quartiere e che non inciderà sulla desertificazione del centro storico».

Movimento 5 Stelle VdA: no al supermercato

A margine del dibattito, arriva anche il no di Elisa Pirro, coordinatrice regionale del Movimento 5 Stelle Vda.

«Esprimiamo la nostra netta opposizione alla proposta di variante urbanistica discussa, che prevede la realizzazione di un nuovo supermercato nell’ultimo grande prato – sottolinea la senatrice -. Riteniamo inaccettabile che un’area verde di pregio, situata al confine Ovest del quartiere e fondamentale come zona di separazione dallo stabilimento Cogne, sia sacrificata per l’ennesima attività commerciale della grande distribuzione».

Secondo Elisa Pirro la decisione appare ancora più grave «se si considera che i piani originali prevedevano per quest’area la costruzione di abitazioni e servizi per il terziario, finalizzati a una reale riqualificazione del tessuto sociale – ha aggiunto -. Il quartiere Dora e la cintura di Aosta sono già serviti da un numero spropositato di punti vendita con una evidente saturazione commerciale. Che l’Amministrazione comunale ritiri la proposta di variante e avvii un confronto reale con il Tavolo delle risorse del quartiere per sviluppare progetti che rispettino l’ambiente e migliorino la qualità della vita dei residenti, senza privarli dell’ultimo polmone verde della zona».

(alessandro bianchet)

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